10 giugno 2004

Recensione: The life and death of Peter Sellers (Tu chiamami Peter)

Chi non ha mai visto almeno un film dell' imbranato, pasticcione e divertente Ispettore Clusoe? E chi ricorda il goffo Hrundi V. Bakshi di "Hollywood Party" e il "Dottor Stranamore"? Questi personaggi, i più famosi e noti tra gli altri, diedero fama ad un magnifico attore: Peter Sellers.



Ma chi era Peter Sellers? Il film "The life and Death of Peter Sellers", adattamento cinematografico dell'omonimo libro di Roger Lewis, ripercorre la vita di questo grande comico inglese morto nel 1980 a soli 54 anni, all'uomo prima che all'attore, divenuto famosissimo. Una storia dai tratti drammatici, seri, tutto l'opposto da quello che ci si potrebbe aspettare una volta visti i divertenti film dove Sellers dava dimostrazione di essere un vero genio della commedia. Ma era appunto l'attore comico che recitava: nei suoi occhi si poteva notare un velo di tristezza.

Si sa che la vita dei più grandi attori brillanti spesso non rispecchia affatto la gaiezza dei loro lavori e così sembra, secondo questo film, anche quella di Peter Sellers.

Si ripercorrono dunque 20 anni di vita privata e pubblica di uno degli attori comici più eclettici e geniali della storia del Cinema: dalla "Pantera Rosa" a "Hollywood Party", da "Lolita" a "Oltre il Giardino" e si racconta del successo clamoroso dei suoi personaggi che lo hanno reso immortale. Ma ci si sofferma anche sul Sellers padre, marito e figlio. Si tenta infatti di scavare negli aspetti più privati e nascosti del personaggio, dipingendo così il ritratto di un uomo triste, insoddisfatto; Una personalità complessa: preda a crisi di nervi; uomo frustrato dalla possessività della madre, attrice di varietà, sembra perennemente insoddisfatto dei suoi lavori; odia i suoi film, anche quelli di più successo.

La vita sentimentale è piuttosto burrascosa: quattro mogli, due delle quali Anne Howe e Britt Ekland, interpretate nel film da Emily Watson e da Charlize Theron e una passione non corrisposta per Sophia Loren, interpretata qui da Sonia Aquino.

Ci si imbatte dunque in un personaggio anteposto a quello dei suoi film, una sorta di guerra interiore tra il Sellers comico del cinema e il Sellers triste.

Il personaggio principale di questo film, è interpretato dal camaleontico Geoffrey Rush, il quale assume almeno quindici aspetti diversi, cambiando 20 parrucche, scandendo così i vari periodi di vita dell’attore britannico e i più noti personaggi da lui resi celebri.

Il film è diretto da Stephen Hopkins che dice in un intervista: "Questo film non vuole essere un documentario ma un lavoro fantastico e metaforico su un uomo che molti definivano in equilibrio su uno spillo tra l'adolescenza e la maturità" e aggiunge inoltre: " In un certo senso Peter Sellers era la sintesi delle problematiche di tutti gli esseri umani: famoso ma pieno di frustrazioni, talentoso ma infelice...fu tanti uomini insieme. Fu adulto responsabile e bambino genio, tanto comico quanto tragico".

Il film, presentato nel 2004 al festival di Cannes, ha vinto il Golden Globe 2005 come miglior film per la tv insieme a Geoffrey Rush, vincitore anche lui come miglior protagonista in un film per la tv.

Infine, una frase citata da Emily Watson e detta dalla vera moglie di Sellers: "con lui ho pianto tanto, ma anche riso tanto".

Il Italia questo film prende il nome di "Tu Chiamami Peter".



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