22 aprile 2011

Recensione: I baci mai dati

 I baci mai dati è una delle pellicole presentate alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, aggiudicatasi il premio Brian  e selezionata al Sundance Festival, in concorso nella sezione World Cinema per rappresentare l'Italia.



Presentato, in anteprima alla stampa, al Cityplex Metropolitan di Palermo, il film, in uscita nazionale dal 29 aprile 2011,  ha una connotazione tutta siciliana: è stato infatti girato tra Ragusa e Catania nel 2009, vantando nomi siciliani nel suo cast come Giuseppe Fiorello, Alessio Vassallo e Donatella Finocchiaro e la sua produzione è stata sostenuta da CineSicilia.

A firmarne la regia è stata la milanese (ma comunque siciliana d'adozione) Roberta Torre, che di questo lavoro ha curato anche il soggetto,  ha collaborato nella sceneggiatura e ha voluto appoggiare il progetto come produttrice insieme ad Amedeo Bacigalupo. Un impegno a 360° che ha fruttato grandi risultati.

La storia, molto particolare, è davvero insolita e, per quanto sia definito come film drammatico, ha i toni originali di una commedia: la storia gira intorno alla figura di una giovane ragazza di tredici anni che lavora presso una bizzarra parrucchiera – cartomante.

Manuela, questo il suo nome, vorrebbe andarsene dal solito grigiore quotidiano che la imprigiona in una famiglia composta da un padre fallito, una madre disillusa e  la sorella bella e intoccabile, ma non può. Un giorno però, la Madonna la va a “trovare” e da quel momento in poi la vita della giovane protagonista viene rivoluzionata: si ritrova nelle vesti di una “finta santa” di Librino, quartiere catanese nel quale vive, ed essendo in grado, o almeno così si dice, di fare miracoli, viene letteralmente investita da richieste di grazia da parte dei suoi concittadini che la mettono inevitabilmente difronte alle diverse problematiche della società odierna.

Roberta Torre, che è stata la regista anche del film “social-surreale” Tano da morire,  presenta così il suo lavoro: ''E' un film che parla dell’Italia di oggi. Della situazione in cui siamo. Un paese in cui per avere un lavoro, che è un diritto fondamentale, devi sperare in un miracolo. Un paese che ha come mito il successo. Ci si rivolge alla Madonna anche per andare al Grande Fratello. L’immagine, il successo è diventato un bisogno primario come il lavoro''.

Talento indiscusso dei protagonisti e una trama davvero particolare rendono questo film colorato che si segue con piacere; ci si immerge in una storia che coinvolge lo spettatore e si mostra apprezzabilissima.

Meritatissimi, quindi, i premi ricevuti per una pellicola validissima.

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