15 maggio 2011

Recensione: Un perfetto gentiluomo

Un perfetto gentiluomo è una commedia davvero gradevole, ironica, non banale, a suo modo elegante, spassosa, surreale, insomma una vera chicca.


La trasposizione cinematografica del libro di grande successo, Io ed Hanry di Jonathan Ames, è a mio avviso riuscita grazie all'interpretazione di grandi attori come Kevin Kline e Katie Holmes che hanno saputo reggere insieme al resto del cast una trama davvero molto particolare: la storia narra di un giovane insegnante di letteratura del liceo di Princeton, Louis Ives (Paul Dano) , che ha un grande problema di timidezza e un'ossessione per la biancheria intima femminile.


Dopo esser stato sorpreso dalla direttrice dell'istituto a indossare un reggiseno dopo un malizioso incidente con una collega, e licenziato così dal suo posto di insegnante, decide di vivere il suo sogno letterario alla Grande Gatsby e trasferirsi nella Grande Mela. A Manhattan, va a vivere nel minuscolo appartamento di Henry Harrison (Kevin Kline), un eccentrico intellettuale di mezza età, che sostiene di aver scritto un'unica grande opera teatrale ma che gli è stata sottratta dal precedente coinquilino.

A poco a poco, i due personaggi diventeranno amici ma si scopriranno le verità di entrambi: Louis rimarrà sorpreso, e stranamente affascinato, dalle strane abitudini del suo padrone di casa che alla fine si rivelerà uno spiantato, frequentatore dell'alta società newyorkese grazie al suo ambiguo “ruolo” di accompagnatore per donne anziane ed estremamente facoltose; Louis,dal canto suo, avendo una sorta di indecisione sessuale che lo porta a travestirsi e a frequentare travestiti, si farà scoprire dall' inverosimilmente tradizionalista Henry.

Enfatizzata da una galleria di eccentrici personaggi che le girano attorno, la storia riesce senza dubbio a comunicare lo stesso stato di indecisione e disorientamento dei suoi protagonisti.

La regia è di Robert Pulcini e Shari Springer Barman, che ne hanno curato anche la sceneggiatura, e proprio la Berman si pronuncia sull'attore Kline: “Non avevo mai lavorato con un attore così dotato. È in grado di fare qualsiasi cosa, cantare, ballare, recitare, suonare il piano ed è incredibilmente intelligente. In una delle prime riunioni, gli avevo accennato a una delle mie battute preferite nel libro, quando Henry dice che la sua vita è un ‘velo di lacrime’. Kevin disse che anche a lui piaceva, ma ci fece notare che avevamo sbagliato parola e che l'espressione era ‘valle di lacrime’ e che era tratta da un inno della liturgia cattolica. Mi chiesi come facesse a saperlo! Non tutti gli aspetti della perizia di Kline sono altrettanto raffinati.” . 

Per lo scrittore Jonathan Ames, invece, vedere il suo libro trasformarsi in film è stato davvero sorprendente: “Guardare lavorare Paul Dano è stato meraviglioso perché è un attore molto espressivo con una magnifica vulnerabilità. Kevin Kline è trascendentale. Ha avuto una grande intuizione nell'interpretare Henry, è stato davvero straordinario. Quando vivevo con il vero Henry, mi trovavo inconsciamente a parlare come lui, mangiando le parole e usando un tono molto autoritario, avendo lui una personalità fortissima. Dopo aver trascorso un po' di tempo con Kevin, mentre lui vestiva i panni di Henry, mi sono sorpreso a fare la stessa cosa, per dire quanto profondamente è riuscito a comprendere il personaggio”.

Dunque, buona visione!

voto 8


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