11 giugno 2011

Recensione: Le donne del sesto piano

Classico ambiente parigino anni 60 e i colori tipici francesi che danno un'atmosfera soft per questa commedia scritta da Philippe Le Guay e interpretata da Fabrice Luchini, Sandrine Kiberlain, Natalia Verbeke nei ruoi principali.



La storia narra le vicende di Jean Louis e Suzanne, una coppia medio borghese: lui è un uomo serio, politicamente corretto, intransigente, un esperto finanziario che vive con sua moglie Suzanne, una donna carina, gentile, servizievole, sobria e composta, i quali ogni tanto ricevono la visita dei loro due figli che stanno in collegio. Il loro appartamento, austero e di classe, esprime il grigiore della loro quotidianità fatta di automatismi ed è esattamente così che la coppia desidera trascorrere le giornate. Il risultato è che la loro vita appare estremamente ordinata, piatta, fatta di buone maniere e gesti composti. Ma un giorno, la loro vecchia governante, per delle divergenze con Suzanne, viene licenziata e così i due assumono Maria, una giovane spagnola che vive al sesto piano del loro stesso condominio insieme alla zia Concepcion e ad altre cameriere che lavorano presso altre famiglie della zona. Jean Louis si ritroverà incantato dalla giovane spagnola e dal suo mondo.

E' un film gradevole, composto, dalla trama poco prevedibile, anche grazie alle buone interpretazioni del famoso Fabrice Luchini , di Lola Duenas (Carmen) e Carmen Maura (Concepcion) che ricordiamo nei film di Almodovar, e dell'argentina Natalia Verbeke (Maria).

La trama funziona: una situazione di calma apparente stravolta dall’arrivo di un agente esterno che ne scombina gli incastri e gli equilibri e porta a un finale di rottura o quanto meno ad una più matura ricomposizione. Qui l’elemento "in più" non è uno ma ben sei, le donne del sesto piano appunto.

In questa pellicola, presentata fuori concorso al festival del cinema di Berlino, il regista e sceneggiatore francese Philippe Le Guay, prendendo spunto dal suo retaggio autobiografico, crea una deliziosa commedia un po’ malinconica, decisamente da vedere per chi ama la fattezza dei film francesi, ma anche per chi si vuole godere una delicata storia con tante scene che vi faranno sorridere e molte altre che vi faranno riflettere.

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