2 ottobre 2011

Recensione: Baciato dalla Fortuna

Il 30 settembre è uscito nelle sale italiane Baciato Dalla Fortuna, film scritto e interpretato da Vincenzo Salemme, dalla trama paradossale come da tradizione “Salemmiana”: Gaetano, vigile urbano napoletano trapiantato a Parma, gioca puntualmente al SuperEnalotto presso la ricevitoria del suo amico Antonio, una sestina secca 10- 20- 30- 40- 50- 60 nella speranza di vincere, sia per il tenore di vita condotto sia per le pressioni della sua sensuale compagna  Betty la quale lo costringe ad indebitarsi mentre lo tradisce con il Comandante dei vigili Grandoni.



Gaetano cerca di barcamenarsi tra la ex moglie Marta, le banche e Grazia, donna da sempre e segretamente innamorata di lui che cerca di persuaderlo a puntare sui propri mezzi invece che sulla dea bendata del gioco. L'uomo così un giorno non riesce a giocare in tempo la schedina e proprio allora, in quell'unico giorno in cui ha trovato la ricevitoria di fiducia chiusa, esce la sua sestina. Il potevo Gaetano disperato sviene ma al suo risveglio tutto cambia: la città è in festa, Betty e persino Marta lo amano, la banca è disposta a fargli credito, gli amici spuntano come funghi...

L'input rimanda molto vagamente alla quartina vincente 1-21-50-83 giocata puntualmente a Lotto dalla guardia di una commedia di Eduardo. Anche lui una volta sola non poté giocarla e uscirono tutti i numeri. Da quel giorno l'uomo si disperava in stato catatonico non riuscendo a darsi pace. Beh, sembra che qui Salemme abbia sviluppato la storia di questo uomo e ne abbia fatto una commedia davvero deliziosa circondato da un cast fantastico. Diretto da Paolo Costella, ritroviamo tra gli altri Asia Argento, Alessandro Gassman, Nicol Grimaudo e lo stesso Salemme che in un'intervista, presenta così la sua creazione: "Si tratta di una commedia molto vera ma mai volgare che non risparmia nessuno, una bella critica anche sulla vita di provincia e le piccole/grandi cattiverie che la sovrastano: mette a nudo vizi, difetti e qualche virtù di tutti e parla della falsità dell'essere umano, di come quando una persona da povera diventa ricca e vede cambiare atteggiamento nei suoi confronti da parte di tutti quelli che ruotano nella sua esistenza. Ma c'è anche il tipico caso della comicità che deriva da un disagio, il protagonista è un "passaguai" e fa ridere per questo, conteso com'è da un ex moglie, dalla compagna del momento e da quella che diventerà la successiva: è un po' la situazione tipica del piccolo uomo borghese travolto da eventi più grandi di lui e ho voluto inserire per questo un napoletano in una provincia del Nord, fuori posto con l'ambiente, in modo che fosse più a disagio con la vita e con le donne, la scelta serviva a renderne credibili lo spiazzamento e lo spaesamento".

Vincenzo Salemme è un validissimo attore, regista e sceneggiatore che ha sfornato negli anni passati delle chicche cinematografiche,  di comicità come “Volesse il cielo”, “L'amico del cuore”, “A ruota libera”, “Cose da pazzi”, spesso anche riprese dalle sue commedie teatrali di successo e rimaste nella storia del cinema per quelle sane, educate e pulite storie dalle trame originali e sofisticate che sono riuscite a strappare più di una risata al pubblico senza una sola parolaccia o volgarità (particolarità non da poco oggi giorno, dove la parolaccia fa ridere solo per il fatto che venga pronunciata in una commedia alle volte anche troppo trash).

Questa è una tipica caratteristica, di un lavoro eccellente nutrito dalla grande preparazione artistica dello stesso Salemme (discepolo prima di Eduardo De Filippo e successivamente del figlio Luca) e del cast di cui negli anni si è circondato (due nomi di spicco, i suoi amici, Carlo Buccirosso e Maurizio Casagrande).

Non posso che consigliare questo film. Se amate le belle commedie e l'ironia pulita, non ne rimarrete delusi.

Riproduzione Riservata.

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