11 settembre 2013

Recensione: L'intrepido con Antonio Albanese

Alla Mostra di Venezia ha vinto il Leone d'oro il film/docimentario "Il Sacro Gra", ma altri due film meritevoli si sono distinti tra le proposte: L'intrepido e Philomena.


Di Philomena parlerò in un altro post, oggi parlerò de L'Intrepido.

Alla Mostra di Venezia ha ricevuto grande consenso, qualcuno ha definito Antonio Albanese uno Charlot moderno in questo film. Inizialmente mi sembrava un accostamento esagerato; dopo aver visto il film invece devo dire che l'accostamento al grande personaggio inventato da Chaplin, non è poi così esagerato.
Il protagonista Antonio Pane, qui, seppure le tante difficoltà riesce a mantenere uno sguardo ottimista, puro, speranzoso e la sua ingenuità è quasi volontaria non spontantea ne sembra cosciente perchè fa di questa la sua filosofia di vita.

Il film ha un grande contenuto sociale: parla del problema del precariato, di un uomo che per vivere fa il sostituto tutto fare per qualsiasi lavoro lui corre e sostituisce l'impiegato o il lavoratore che per un problema non è potuto andare a lavoro.
E' un tema che così trattato potrebbe esser sì accostato ad una delle avventure di Charlot (si veda Tempi Moderni ad esempio) Nel film si tocca anche lo scontro incontro le differenze generazionali: il protagonista tutto fare è padre di un ragazzo è separato dalla moglie e incontra una giovane donna di cui s'innamora.

Non è un eroe è un semplice uomo che ha fatto errori, che ha fallito nel matrimonio ma che vuol dare un futuro migliore a suo figlio. E la goffagine romantica quando si rapporta alla ragazza è simil chapliniana, sia come situazioni sia come interpretazione ovviamente in chiave moderna.

Regia impeccabile, il film si fa seguire. Albanese non è alla sua prima esperienza con delle pellicole definite "commedie drammatiche" a sfondo sociale: tra gli altri ricordo "Giorni e nuvole", un film che su certi aspetti molto simile a questo sia come tematica che come confronto generazionale; cambia il personaggio di Albanese che in Giorni e nuvole era un uomo fallito vittima e succube dei suoi errori. Ne l'intrepido invece il personaggio Antonio Pane è un uomo che nonostante tutto mantiene la sua dignità- come afferma giustamente lo stesso Albanese- e non si da per vinto.

E' un film dalla trama sociale che tende ad una sorta di favola moderna, sono presi temi importanti con la leggerezza giusta che non cade mai nella superficialità. Un lavoro che, se la scelta doveva necessariamente ricadere su una pellicola italiana, avrebbe potuto vincere anche il Leone.
C'è chi ha detto "ci aspettavamo di più", personalmente mi aspettavo un tema sociale con regia e recitazione valide e non sono stata delusa.

voto 7

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