12 dicembre 2013

Recensione: Blue Jasmine

Jasmine, sposata con un ricco uomo d'affari che la vizia e lusinga, scopre che il marito è un truffatore e un traditore. Finito così il loro matrimonio, Jasmine si ritrova in bancarotta e con un esaurimento nervoso. Imbottita di antidepressivi la donna decide di trasferirsi a San Francisco per vivere con la sorella Ginger.
Ecco dunque che si scatena quel collage di dialoghi tragicomici che la protagonista instaura con vari soggetti, dimostrandosi man mano uno dei personaggi più importanti della filmografia di Woody Allen.





Diventando portatrice del dramma che la crisi economica porta con sé, intaccando la vita delle persone e quindi la società, Jasmine non è solo la nevrotica "alleniana" di turno ma racchiude in sé tante sfaccettature profonde. Se Allen ci ha abituati in passato a trame introspettive antropologiche che studiavano i vari aspetti caratteriali e sociali dietro ad un a regia e ironia sofisticate, questo personaggio triplica questa caratteristica mantenendo comunque leggerezza e umorismo, segni di una grande sceneggiatura.

La regia di Allen supporta il tutto e risulta ottima, riconsegnando all'artista il successo che negli ultimi lavori ha un pò vacillato. Davvero brava la protagonista, Cate Blanchette, supportata da un cast molto valido.

Voto:8

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