9 gennaio 2014

Recensione: Un boss in salotto.

Un boss in salotto la nuova commedia familiare di Luca Miniero (regista di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord) uscita nelle sale l'1 gennaio, si è subito aggiudicata il primo posto al box office italiano incassando al suo esordio quasi sei milioni di euro.





Il film, la cui sceneggiatura è stata scritta pensando all'attrice Paola Cortellesi, racconta di una energica meridionale, Cristina, trapiantata in un piccolo centro del Nord Italia, che si è costruita una vita e una famiglia perfetta insieme al marito Michele ( Luca Argentero) e ai loro due figli. Un giorno Cristina, convocata in questura, scopre che suo fratello Ciro ( Rocco Papaleo) è implicato in un processo di camorra e ha chiesto di poter trascorrere gli arresti domiciliari proprio a casa della sorella che non vede da anni. Da quel momento la vita perfetta di Cristina e della sua famiglia verrà sconvolta dallo zio Ciro, uomo rozzo completamente diverso da loro.

Il film è divertente. Cortellesi, anche per la sua natura recitativa, riesce a trasmettere la psicologia “perfezionista” della protagonista, Argentero e Papaleo ottimi nei loro ruoli.

Il film viene aiutato molto dall'aspetto visivo dei personaggi, i vestiti stessi comunicano l'atteggiamento e la mentalità dei protagonisti. Questa ricercatezza del particolare per una commedia, anche nel vestiario quasi macchettistico, ricorda un pò il cinema francese.

Rocco Papaleo ad esempio personaggio esagerato, di rottura degli schemi moderati e pastello della famiglia "perfettina", viene presentato quasi come un Kevin Kline nei panni dell' italo americano.

La pellicola vanta non solo i tre attori protagonisti ma anche dei "secondari" notevoli come Marco Marzzocca, Alessandro Besentini (Ale e Franz) e tanti altri volti conosciuti del panorama cinematografico.

Tra una risata e l'altra comunque c'è anche un pò di spazio per riflettere su vari temi: sulle apparenze, sulle famiglie imperfette, ecc...

Consigliatissima la visione di questo film.

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