29 gennaio 2014

Recensione: The wolf of Wall Street

Di Caprio, che ultimamente si cimenta in ruoli borderline, in questo film oltrepassa la linea e diventa Jordan Belfort, un folle broker finanziere. Un pazzo esaltato, vizioso, cocainomane, un re dei vizi e degli speculatori che si arricchisce con truffe ed estorsioni criminali. Un avido che non può fare a meno di continuare e di spingersi sempre più in là, sempre più nell'irrimediabile tra successo, puttane, feste, soldi, droga e crimini. Non senza conseguenze.





Tre ore di film, forse troppe, che non concedono allo spettatore di reagire contro l'immoralità del protagonista e dei suoi amici-colleghi senza scrupoli. Questo perchè il regista non si intromette nella narrazione, non giudica negativamente o positivamente la storia ma semplicemente la racconta tramite gli occhi degli stessi personaggi che, appunto, non hanno freni inibitori.

Un film ironico, sprezzante, cinico, cattivo, eccitante, condito da scene spinte, esagerate e stati d'animo adrenalinici. Tutto è esaltazione del successo finanziario creato in modo sporco. Alla fine del film lo spettatore prova un misto di emozioni al limite tra il disgustato e il divertito.

Scorsese in questo lavoro ha osato raccontare gli angoli peccaminosi, libidinosi e criminali del mondo finanziario e della società, con anarchico ed esaltato cinismo. Poche pellicole del genere ci sono riuscite con questa tragica leggerezza.

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