17 marzo 2014

Recensione: Her - Lei


Una commedia romantica o una "romantica fantascienza" che mentre si vive la storia del protagonista si trasforma più in una vera e propria storia d'amore.



Spike Jonze ha fatto un grande lavoro per creare questo prezioso film diverso da tutti gli altri mai visti. Premio alla sceneggiatura agli Oscar e Golden Globe più che meritati.

La trama non la sveliamo per intero, suggeriamo invece di andare a vedere il film che regala molto più di quanto si possa scrivere: un uomo si innamora di una macchina, un nuovo sistema operativo in grado di provare sentimenti, interagire e riconoscere l'interlocutore. 
Il protagonista, separato dalla moglie e malinconicamente solo, inizia a legarsi a quella voce che lo capisce forse meglio di altri esseri umani. 
Ecco che allora si isola sempre più dai rapporti reali per legarsi alla sua amata macchina.

Oggi giorno, convivendo insieme a tecnologie che sono ormai parte indissolubile del quotidiano può sembrarci una fantascienza concretizzabile e più che mai probabile in un prossimo futuro non tanto lontano. 

La cosa può spaventare i tradizionalisti dei rapporti, può forse dare una speranza a chi tende a non amalgamarsi nella società. Fatto sta che questo film racconta questo strano amore con colori caldi che danno sapore di realtà concreta, quasi anni settanta (anni nei quali la vita era ancora vissuta tra la gente e dalla gente e le macchine erano oggetti usati dall'uomo e non sostituti di esso) ad una storia altrimenti immaginata in uno scenario freddo, dove i sentimenti sono chiusi sterilmente nelle macchine.

Un film importante, interessante, che fa pensare ai sentimenti e alla evoluzione tecnologica che forse sta invadendo troppi settori della nostra vita fino fagocitarla anche nelle emozioni più umane. 

E se un giorno ci innamorassimo del nostro pc? Non della persona che sta dall'altra parte di una chat, ma prorio del nostro sistema operativo, irreale, non fisico e dunque inesistente? Ci sembrerebbe una cosa normale, possibile?

In passato si è giocato molto con i sentimenti futuristici e le macchine. Mi ricordo il bellissimo film L'Uomo Bicentenario. 
Quel film, al contrario di questo, faceva immaginare un futuro fatto di evoluzioni tecnologiche non solo robotiche; tutto si evolveva in maniera sempre più estrema nel futuro, quasi come immaginavamo il 2000 negli anni 80.

Invece in Lei, il regista ci fa vivere ai giorni nostri; non nel futuro vero e proprio ma nel quasi-presente: nulla di estremo intorno ad un sistema operativo che ha cambiato la vita di una persona.

Forse è questa estrema realtà nella fantascienza che fa riflettere sul nostro reale e non far prendere questo film come un semplice film di "fantascienza": qui la fantasia può diventare reale, volendo, tra la nostra realtà e il nuovo sistema operativo del film basta ormai un semplice passo! dipende dall'uomo e dalle evoluzioni della tecnologia.

Complimenti quindi a Spike Jonze per la sceneggiatura, agli attori che interpretano benissimo un ruolo strano difficile e che riescono a trasmettere così bene i sentimenti e la complessità della storia facendola scorrere in maniera naturale.

Un film da vedere e sul quale riflettere.

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