25 marzo 2014

Recensione: Noi 4, film di Francesco Bruni

Lara ed Ettore sono una coppia separata, due persone molto diverse: Lara è ingegnere stakanovista e ansiosa, Ettore un artista di nobili natali svogliato fatalista e pigro.

L'unica cosa che li accomuna sono i due figli, Emma e Giacomo: lei aspirante attrice, lui studente di terza media alle prese con l'esame finale. 

La sceneggiatura fa leva sulle contraddizioni interne dei suoi personaggi più che sugli accadimenti esterni; cerca un collante tra i quattro personaggi, sviluppati e descritti meglio nella parte maschile che in quella femminile, incentrandosi su quello che 4 persone apparentemente diverse (sopratutto i due coniugi) sono capaci di trasmettere l'un l'altro, unendosi in un abbraccio più grande: la famiglia. 

La fotografia trasmette l'effetto "caramello" con colori caldi e introspettivi mettendo in risalto sentimenti misti ad un esterno vissuto, di una Roma trafficata anche di interazioni umane. 

Alla sua seconda regia, Francesco Bruni (Scialla!) in Noi 4 si cimenta con le relazioni incrociate fra non più due (come nel precedente film) ma quattro personaggi, regalando autenticità nei dialoghi che raccontano un'Italia moderna con una leggerezza solo apparente.

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