27 marzo 2014

Recensione: Supercondriaco


Trama: Romain Faubert è uno scapolo di 40 anni, ipocondriaco. Col vizio della ricerca frenetica su internet e il ricovero immotivato, si ritrova senza amici e frequenta soltanto il suo amico medico Dimitri Zvenka, che ha commesso l'errore di prenderlo in cura diciotto anni prima e che adesso prova a congedarlo senza successo.



A peggiorare la situazione è la morte improvvisa di un collega di Romain che getta l'uomo nel panico e nello sconforto. Commosso dallo stato del suo amico/paziente Dimitri si offre di confortarlo un'ultima volta, spingendolo a trovare una compagna.

Falliti tutti i tentativi, Dimitri tenta una terapia shock: chiede a Romain di aiutarlo nel centro di accoglienza per assistere i rifugiati politici di un paese dell'est Europa. Romain in preda al panico per l'ipotetico contagio di virus e malattie varie, sviene. A soccorrerlo sarà Anna, la sorella di Dimitri, che lo scambia per Anton Miroslav, un coraggioso guerrigliero dei Balcani. Romain, perdutamente innamorato, sta al gioco, alterando il corso della Storia e cambiando per sempre la sua vita.

Dopo il clamoroso successo di Giù al Nord, Dany Boon crea ancora una volta una commedia che affronta con leggerezza e comicità temi sociali e psicologici. Questa volta la base della sua storia è l'ipocondria, disagio che molto spesso è stato utilizzato per creare commedie di successo: una tra tutte "il malato immaginario" della quale è stata girata qualche anno fa, in Francia, una riadattazione televisiva in costume interpretata da Christian Clavier e Marie Anne Chazel che ha riscosso discreto successo. Magari di questo, ne parleremo in un altro articolo di approfondimento.

Tornando a Supercondriaco, Dany Boon - come sempre paperino timoroso e sempliciotto, qui anche un pò nevortico - viene supportato da un cast interessante: Kad Merad (che in Italia abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare anche grazie al successo di Giù al Nord), Valérie Bonneton, Jean-Yves Berteloot e Alice Pol. Il film in generale è valido, forse un pò prolisso in certi punti ma riesce a passare dalle situazioni agitate ipocondriache del personaggio a quelle romantiche, che non mancano mai nei film di Dany Boon, senza mai perdere di tono. La storia è divertente gli attori, soprattutto i protagonisti, sono simpatici e molto bravi.

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