22 maggio 2014

Recensione:La sedia della felicità. L'ultimo film di Mazzacurati

Trama: Norma Pecche, ricca signora veneta, madre di un famoso bandito, confessa in punto di morte alla sua estetista Bruna (Isabella Ragonese) di aver nascosto un tesoro in gioielli in una delle sedie del suo salotto.

La giovane ragazza avendo problemi economici, decide così di andare a casa della signora. Alle prese con un cinghiale, Bruna si imbatte in un tatuatore squattrinato, Dino (Valerio Mastandrea), che corre in suo soccorso e che viene così coinvolto nel “piano” della ragazza: prendere il tesoro.



Peccato che tutti i mobili della signora siano stati venduti all'asta compreso le sedie del salotto, tutte in lotti singoli. Inizia così l’avventurosa ricerca della sedia giusta per mezzo Nord Est, dalla laguna alle Alpi. Rivali, poi alleati, i protagonisti si ritrovano in un viaggio surreale anche un po' grottesco, nel quale incontrano collezionisti e acquirenti sventrano imbottiture alla ricerca della sedia giusta, imbottita di gioie.
Alla fine, Bruna e Dino, troveranno la vera ricchezza.

Il cast di questo film è ricco di volti noti e brillanti:oltre i protagonisti, nelle vesti dei proprietari delle sedie, e anche in quelle di personaggi secondari, compaiono tra gli altri Albanese, Bentivoglio, Orlando, Balassom Marzocca, e anche Battiston che qui interpreta un prete travagliato che accompagnerà i due protagonisti nelle varie ricerche.

Valerio Mastandrea, dai tempi comici perfetti dalla faccia afflitta, e Isabella Ragonese, determinata e speranzosa, portano al cinema l'ultimo film di Mazzacurati, il diciottesimo titolo della filmografia del regista padovano, scomparso soltanto il 22 gennaio scorso.

Una commedia che ha ritmo, una trama divertente e un cast davvero valido.

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