17 ottobre 2014

Recensione:Il giovane favoloso.

Presentato la festival di Venezia il Giovane Favoloso di Martone, narra la vita di Giacomo Leopardi scandendola in tre fasi che determinano e descrivono l' evoluzione intellettuale e fisica del poeta.


Il regista inizia il racconto dalla giovinezza a Recanati, dove i tre fratelli Leopardi vengono costretti dal padre severo a dedicarsi allo studio nella biblioteca di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno, limitandosi a giocare tra le siepi di casa.

Giacomo in questi anni di ribellione verso il padre e orfano di un affetto materno che la madre non concede, matura un sentimento di profondo rancore e la disperazione del figlio eternamente abbandonato che porterà con sé per tutta la vita.

Nella seconda fase, ritroviamo Leopardi a Firenze, con l'amata Fanny e l'amico Antonio Ranieri dedito al confronto con la società intellettuale dell'epoca che accoglierà con preoccupazione le idee del giovane Giacomo.

L'atto conclusivo si svolge a Napoli. Alle pendici del Vesuvio, si concluderà la parentesi di vita di Leopardi, con la poesia La ginestra, summa del suo pensiero esistenziale.

L'evoluzione del personaggio è ben descritto anche dai malesseri fisici che via via degenerano segnando sempre più il corpo del poeta ma che non sono l'elemento portante del racconto. 

Elio Germano non risulta affatto macchettistico ma piuttosto emozionale. La sua interpretazione vibra delle corde tristi malinconiche e della genialità intellettuale di un Leopardi sofferente, bisognoso sì di una libertà e di una vita che il suo corpo e la sua storia non gli concederanno mai ma allo stesso tempo di un uomo dignitoso, saggio e dall'infinità ironia.

Le scene sono ben studiate e la ricostruzione scenica è estremamente curata così come la musica che è uno degli elementi più interessanti della narrazione filmica de Il giovane favoloso e che accosta Rossini alla musica elettronica del tedesco Sasha Ring. La narrazione fluida, cede talvolta a descrizioni necessarie ma forse un po' lunghe.

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