25 novembre 2014

Recensione: La scuola più bella del mondo

In una scuola del nord, il preside Christian De Sica vuole vincere a tutti i costi la gara nazionale tra istituti e così pensa di invitare una scolaresca africana. 
Una svista del bidello però spedisce l’invito non ad Accra, in Ghana, ma ad Acerra in Campania. La scolaresca del sud quindi parte in viaggio verso il nord, capitanata da due professori Rocco Papaleo e Anna Finocchiaro, quest'ultima scappata dal nord dopo la fine del fidanzamento con il preside. 




Con questa commedia degli equivoci Miniero vuol replicare il successo di Benvenuti al sud e Benvenuti al nord (trasposizioni italiane di due film francesi molto famosi) inserendo anche qui la differenza tra nord e sud. 

Sicuramente il risultato non è quello dei due suddetti film, di bel altro stile: qui si cade molto spesso in situazioni grottesche, battute trash e sebbene il cast sia ricco di bravi attori spesso non riescono a interagire tra loro per le caratteristiche attoriali completamente diverse; si vedano ad esempio Papaleo e De Sica i quali interagiscono poco e le volte che lo fanno non danno gli esiti sperati.

Nel complesso si ride per gli equivoci che si susseguono, alcune scene sono simpatiche, ma alla fine la voglia di dissacrare le differenze tra nord e sud sembra diventare puerile e comunque sempre meno incisiva.

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