15 gennaio 2015

Recensione: Si accettano miracoli

Si accettano miracoli, film che vede alla seconda regia Alessandro Siani, qui anche sceneggiatore e attore, racconta di un "tagliatore di teste" aziendale che viene a sua volta licenziato. 
Dunque viene ospitato dal fratello prete in un piccolo paesino di provincia che sembra ancora molto lontano dalla modernità. 

Ecco che il passato raccontato dai costumi, dalle tradizioni, del paese e il moderno, rappresentato dal personaggio di Siani, si intrecciano in una storia surreale e fiabesca.




Il film è composto da diversi elementi di per sé originali dei quali fa parte anche la stessa trama. In certe scene si assaporano la poesia, il romanticismo (sfoderando anche un personaggio chapliniano come una fioraia cieca per la quale il protagonista ha un debole), in altre gag e trovate puramente comiche alla Siani.


La ricercatezza dei costumi, molto simile a certe commedie francesi, accentua la società retrò nella quale si immerge il protagonista e il distacco dalla frenesia moderna.


Inoltre il duo con Fabio de Luigi, bravo come sempre, regge anche questa volta. Nel cast anche la talentuosa Autieri.

Tutti questi elementi rendono questa commedia insolita e originale e la bravura degli attori ne firma il successo (secondo posto al box office) ma nell'insieme la pellicola risente di una regia ancora un pò acerba, che non riesce a soffermarsi e a dare il giusto peso ad alcune scene che meritavano di esser sottolineate maggiormente facendo così perdere all'intera storia il carattere e il mordente che meritava.

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