9 febbraio 2015

Recensione: Non sposate le mie figlie!

Film francese uscito nell'aprile 2014, ha ottenuto in pochissime settimane in Francia un enorme successo classificandosi per ben 4 settimane al primo posto nel box office e totalizzando complessivamente 12, 2 milioni di entrate.  Diventa così il più grande successo al box office francese del 2014 e addirittura il 6° film ad ottenere un così grande successo nella storia del box office francese.




Inutile dire che, oltre a diversi premi e al successo in Francia, il film ha collezionato grandi consensi sopratutto in Germania ma anche in altri Paesi totalizzando in un anno ben 8,127, 896 entrate, non contando le entrate italiane.

Il film infatti è uscito nelle sale italiane il 5 febbraio 2015.

Ma come mai "Non sposate le mie figlie!" ha scatenato un così grande successo (ma anche diverse critiche)?

Partendo dalla trama, già si può scorgere uno dei motivi: è estremamente attuale sia in Francia che in tanti altri Paesi. Il tema sono i matrimoni misti, i preconcetti legati alle diverse culture che angosciano in maniera palese o meno gli animi dei genitori che vedono i rispettivi figli, appartenenti a diverse culture, unirsi in matrimonio.
La trama è infatti incentrata su questi aspetti: la famiglia Verneuil, cristiana, cattolica, estremamente tradizionalista e rigida è composta da quattro figlie e rispettivi genitori Claude e Marie, che vedranno man mano le loro adorate figliole legarsi in matrimonio a quattro giovani di altrettante culture diverse: un ebreo, un musulmano, un cinese, un africano. La coppia di genitori inizierà a confidarsi in privato le proprie paure, cercando di accettare alla meno peggio i futuri generi.

L'accettazione e l'elaborazione di queste nuove presenze, innescherà gag e situazioni molto divertenti ma nello stesso tempo pregne di significato; mentre si ride si riflette su un tema importante, attuale e diffuso un pò in tutto il mondo, affrontato con la leggerezza di una commedia che tale rimane nella sua apparenza, che non giudica nessuno se non in modo grottesco (in quanto commedia) ma che non può non suscitare domande o considerazioni a chi la osserva.

Diversi film negli anni hanno affrontato il tema del razzismo, uno fra gli altri è il classico "Indovina chi viene a cena?". Un film molto diverso da questo francese, ma che affronta la stessa tematica: la figlia che sposa un uomo di diversa cultura, colore, ecc.

Inutile dire che la storia di "Non spostate le mie figlie!" innesca una serie di battute una dietro l'altra contando su un cast di attori molto bravi: uno tra tutti Christian Clavier, il capo famiglia bigotto che viene letteralmente sopraffatto dagli eventi mantenendo una rigidezza che alla fine non potrà che abbandonare.

Christian Clavier, nello specifico, durante le presentazioni del film ne parlò più o meno così: "E' una commedia che ride di tutto e di tutti, sappiamo che il modo migliore per far riflettere su temi importanti spesso è con una risata. i francesi sono intelligenti e sanno anche ridere dei propri difetti, quindi guardando le loro debolezze nel film possono fare autocritica, pur divertendosi." Questa presentazione si addice un pò anche agli altri Paesi, perchè un tema comune a tutti.

Philippe de Chauveron, qui sceneggiatore e alla sua sesta regia, per questo film ha preso spunto sia dall'attualità francese (diversi studi dicono che il 20 % dei matrimoni in Francia si fanno tra individui di origine e di religione diverse) dalla sua vita privata e familiare: suo fratello ha sposato una magrebina, e lui stesso ha avuto una compagna africana. Per il personaggio di Marie, il regista si è ispirato a sua madre, catechista.

La bravura degli attori, la sceneggiatura incalzante e davvero leggera, seppur condita da battute "scorrette", rendono questa pellicola gradevole e scorrevole. Non soffermandoci solo sul tema matrimoni misti, multiculturalismo, razzismo, è un film francese nel complesso divertente e recitato bene.

Questi i pregi. I difetti: In America non è stato distribuito. Censurato per il tema razziale.

Il film "Non sposate le mie figlie!" termina con un prevedibile lieto fine che sembra dire, in fin dei conti: "tutto il mondo è paese" e,  probabilmente, ha ragione!

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