13 giugno 2015

Recensione: Youth - La giovinezza

Fred (Michael Caine) e Mick (Harvey Keitel) sono amici di vecchia data, Ottantenni, trascorrono una vacanza in un hotel in Sivzzera.



Fred, famoso compositore e direttore d'orchestra, non vuole più dirigere un'orchestra anche se a chiederglielo è la regina d' Inghilterra. Mick, regista altrettanto famoso, lavora al suo film 'testamento'. 

Entrambi hanno una forte consapevolezza del tempo che passa in modo inesorabile. 

Youth- La giovinezza, il film di Sorrentino presentato a Cannes, è un film particolare, introspettivo e astratto dove la giovinezza del titolo non è da intendere come un ritorno al passato, ma più come il momento di massima
realizzazione dell'essere umano che si scontra con la decadenza dove i personaggi simbolicamente anziani, mostrano le loro debolezze e insicurezze, sui quali gravano passioni, tanto amate in passato, che adesso sentono come un peso.

 I due protagonisti infatti non vogliono ritornare giovani ma si pongono questioni esistenziali sul presente e sul futuro ancora da vivere.

Il film ha una trama quasi accennata ed essendo piuttosto filosofico, porta lo spettatore in emozioni e riflessioni. Oltre ai due protagonisti, che dipingono la linea da seguire, anche gli altri personaggi hanno questa duplicità: un passato glorioso che causa un presente scomodo e una sensazione di inadeguatezza.

Il film può sembrare uno di quei lavori sperimentali introspettivi esistenzialisti dove un personaggio con un dolcevita nero e lo sfondo scuro si interroga sui quesiti dell'esistenza umana mentre in sala qualcuno ne rimane affascinato e qualcun'altro invece fortemente annoiato. Dunque non è un film di facile interpretazione, e non è per tutti. Il film si perde in citazioni più o meno scontate ma le mancanze che possono scorgere i più annoiati dal genere, vengono ampiamente ripagate con una fotografia superlativa.

Gli attori sono quelli che cercano di destreggiarsi in una sceneggiatura altamente insolita. Almeno i protagonisti principali, di grande spessore attoriale, riescono nell' impresa.

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