14 ottobre 2019

Le origini del cinema: Joseph Plateau e il suo Fenachistoscopio

Quando si parla di come e quando è nato il cinema si pensa subito ai fratelli Lumiere e, in effetti, è giustissimo pensare a loro ma non tutti sanno che diversi anni prima qualcuno, che poco c'entrava con l'arte, inventò uno strumento che costituì l'elemento principale, se vogliamo, del cinematografo. 

Una sorta di antenato della pellicola. Si tratta di Joseph Antoine Ferdinand Plateau, uno scienziato che circa 60 prima dei fratelli Lumiere, nel 1832, mise in pratica una teoria già studiata in precedenza da Euclide e Newton: permettere, tramite uno strumento, di rendere le immagini fisse animate.

Plateau sfruttò la permanenza di un'immagine impressa nella retina degli occhi
e, per far ciò si mise pericolossissimamente a fissare il sole per 20 secondi ( negli anni seguenti diventò cieco ed egli stesso diede la colpa proprio a questo malsano atto). Distolto lo sguardo misurò il tempo che ci voleva affinchè l'immagine impressa svanisse e lo riportò nello strumento da lui inventato, il "Fenachistoscopio": si trattava di una sorta di stroboscopio composto da due dischi, uno dei quali con finestre radiali rettangolari nelle quali passavano le immagini disegnate nel secondo disco; quando i due dischi ruotavano alla velocità corretta, le immagini si susseguivano più velocemente della loro permanenza sulla retina, dando quindi l’idea che si muovessero e l'osservatore poteva così visionare un'animazione. 



L'invenzione di Plateau fu descritta sul giornale Le Figaro l'anno seguente e il fenachistoscopio ( nome che deriva dal greco phenakizein cioè “illusione ottica”) venne messo in vendita in due versioni commerciali autorizzate dallo stesso Plateau con il nome Phantasmascope e Fantascope, che riscossero da subito un grande successo.

Ci furono presto altre persone che misero mano allo stesso lavoro, modificandolo, cosa che diede non poco fastidio a Plateau il quale sostenne che le versioni del fenachistoscopio diverse dalle sue fossero prodotte male o che avessero una scarsa resa rispetto ai modelli che lui stesso aveva ideato.
In ogni caso, lo scienziato non spese tutte le sue energie solo per questa creazione. 

Nato a Bruxelles, il 14 ottobre 1801, Joseph Plateau si dimostrò fin dai primissimi anni un bambino sveglio e precoce; si laureò in fisica presso l’Università di Liegi nel 1829 e divenne docente di fisica applicata presso l’Università di Ghent, a partire dal 1835. Scrisse una tesi di dottorato ricca di informazioni sul comportamento della retina, sulla distorsione delle immagini e sulle illusioni ottiche per dare il senso del movimento, partendo da immagini statiche (da qui l' invenzione di cui sopra). 
Le ricerche di Plateau, però, furono numerose e sfociarono anche in altri ambiti: fra i suoi studi ci sono anche il fenomeno della capillarità e della tensione superficiale dei liquidi; il problema matematico della definizione di una superficie minima con confini dati, che porta il suo nome. 
Dedicate sempre a lui sono le leggi di Plateau, che descrivono il comportamento e la struttura di lamine di acqua saponata.

Joseph Plateau morì a Gand il 15 settembre 1883.

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