9 novembre 2019

Recensione: I viaggi di Gulliver, di Jonathan Swift

I viaggi di Gulliver è un romanzo fantastico scritto nel 1726 dallo scrittore e poeta irlandese Jonathan Swift.

L'autore si cimenta nel racconto di strani viaggi in terre uniche, bizzarre e con caratteristiche diverse le une dalle altre come Lilliput, Brobdingnag, Laputa, Houyhnhnm e altre. 


Il racconto avviene sotto forma di diario di viaggio scritto in prima persona dal protagonista Lemuel Gulliver, chirurgo di bordo di una nave, la Bristol che naufragò a causa di una tempesta. Gulliver portato dal mare si risveglia sulle coste di una terra sconosciuta legato da uomini alti 15 cm: sono i lillipuziani, abitanti di Lilliput. Una volta che il naufrago chiarisce le proprie intenzioni, i lillipuziani lo lasciano libero e lo portano nel loro villaggio ovviamente proporzionato alle loro dimensioni: a Lilliput tutto è piccolo, anche gli animali. 
Questa società si trova da sempre in netto contrasto con un altra comunità i Blefuscu, loro vicini, perchè gli uni sostengolo che il modo più corretto di rompere le uova è dalla parte più grossa, gli altri dalla parte più piccola. Questa controversia sembra irrisolvibile tanto da portare nell'arco degli diversi scontri.  

Gulliver aiuta i lillipuziani a sconfiggere Blefuscu, ma si rifiuta di aiutarli per rendere schiavo il popolo vicino facendolo apparire agli occhi dei sovrani un ingrato. Il rapporto peggiora ancor di più quando Gulliver per salvare il palazzo da un incendio lo spegne con la propria urina. Gulliver viene quindi dichiarato un traditore e condannato a una lenta agonia per fame ma scappò in mare sperando di trovare una nave.

Una volta fatta l'esperienza di Lilliput, Gulliver si ritrova in un'altra terra: Brobdingnag. Qui l'essere piccolo è lui. Infatti tutti gli abitanti del luogo sono dei gigangi. Uno di questi lo trova e ne fa un' attrazione facendolo esibire in pubblico in cambio di soldi. 

Una volta sparsa la voce dell'esistenza di questo piccolo essere, la regina lo vuole a corte dove Gulliver si intrattenne volentieri parlando di politica, società, guerra, argomenti intellettuali e pratici nel quale il piccolo ospite cerca di vantare una certa superiorità sociale (atteggiamento che avevano avuto i lillipuziati con lui precedentemente). Ma la vita a corte porta altri problemi a Gulliver che durante un giro fuori palazzo, chiuso dentro una scatola di legno, viene rapito da un'aquila che lo lascia poi cadere in mare.

Sopravvissuto, Gulliver si ritrova nuovamente in mare, naufrago, così viene salvato da una terra volante: Laputa. Essa è abitata da intellettuali che si occupano esclusiavemente di matematica e musica senza però saperle mettere in pratica. Studiano costantemente fenomeni riguardanti quest argometi tralasciando cose ben più grandi e importanti come il sostentamento di una società come ad esempio Balnibarbi, regno dominato dalla città di Laputa nel quale Gulliver viene lasciato Gulliver e che si trova in totale degrado per colpa della scienza. 

Da lì Gulliver parte, imbattendosi in altri luoghi sconosciuti e in altri personaggi strani come un mago storico che chiacchera con gli spiriti dei personaggi storici più famosi tra cui Giulio Cesare, Aristotele, Omero, e come gli struldbrug, uomini molto vecchi ma immortali, anche se compiuti 80 anni vengono dichiarati morti. Possono sì vivere in eterno ma anche invecchiare in eterno. Una condanna anzichè una fortuna senza fine.

Dopo diverse peripezie in mare, ilprotagonista raggiunge l'ennesima terra sconosciuta quella dei Cavalli Razionali: è una comunità di cavalli, gli houyhnhnm, dotati di parola e di intelligenza sopraffine. Le loro terre sono ben curate ma in esse vivono anche degli esseri brutali che camminano su due gambe: gli yahoos, molto simili agli esseri umani ma sporchi abbrutiti e degenerati. Gulliver inizia a provare vergogna verso la propria razza e capisce l'immensa superiorità degli houyhnhnm. Vorrebbe vivere con loro per sempre e non tornare più a casa dalla sua famiglia, per apprendere ciò che quelle creature così nobili e perfette conoscono ma il Concilio Supremo lo rifiuta affermando che la brutalità yahoo potrebbe prima o poi uscire allo scoperto e diventare un pericolo grave per la società dei cavalli. 
Gulliver profondamente provato dalla loro decisione è costretto a lasciare quella terra e a tornare a casa. Seppur felice di rivedere sua moglie e i suoi figli, non riesce più a sopportare l'odore della razza umana nè a farsi toccare da essa. 
Impiegherà degli anni per permettere a sua moglie di mangiare nella stessa stanza. Apprezzerà invece molto la compagnia dello stalliere e lo stare nella sua stalla, per sentirsi ancora vicino agli houyhnhnm.

Il libro è scritto con una precisione estrema; per ogni scoperta e per ogni vicenda, vengono raccontati i più piccoli particolari come se davvero quelle civiltà fossero esistite. 
L'autore non scrive però solo per puro diletto immaginativo, ma descrive diversi comportamenti che in quell'epoca erano d'uso nella società e in diverse nazioni. Tra le righe si nascondono dunque critiche alla società attuale vissuta da Swift e riferimenti alla sua vita reale. Il diario di viaggo di Gulliver quindi è un manoscritto politico sociale che vuol mascherarsi da fiaba e, sebbene sia davvero molto prolisso nelle descrizioni ma anche per questo originale, ci riesce bene.

Il libro fu mandato ad un editore londinese, Benjamin Motte, da un certo Richard Sympson, nell'agosto del 1726. Motte ne pubblicò la prima edizione in 2 volumi il 28 ottobre dello stesso anno ma lo sottopose a numerosi adattamenti e omissioni nel timore che i lettori e le autorità inglesi potessero ritenerlo troppo audace.

Successivamente un amico dello stesso Swift, Charles Ford, fece avere il manoscritto all'editore irlandese George Faulkner priva delle annotazioni e modifiche di Motte. La versione curata da Faulkner fu più fedele alle intenzioni di Swift e venne pubblicata nella sua interezza nel novembre del 1734 a Dublino, nel terzo volume delle Opere di Swift edite da Faulkner.

I viaggi di Gulliver può essere inserito come genere letterario in quello utopistico, iniziato in Inghilterra nel Rinascimento con un'altra opera famosissima l'Utopia di Tommaso Moro nella quale si descriveva una società perfetta realizzata dagli uomini nell'immaginaria isola di Utopia.

Negli anni questo libro a ispirato musica (ricordiamo per la musica classica la suite di Georg Philipp Telemann i viaggi di Gulliver del 1728), film d'animazione (ad esempio I viaggi di Gulliver di Max Fleischer del 1939, candidato a due premi Oscar, disponibile su Pentagramma TV al seguente link: I viaggi di Gulliver) oppure film e serie tv (una tra tutte la miniserie tv in due puntate I viaggi di Gulliver, del 1996, con Ted Danson e Mary Steenburgen).

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