6 marzo 2010

Recensione: Cose da pazzi, un film di Vincenzo Salemme

Cose da pazzi, nuova pellicola di Vincenzo Salemme, è un film tratto dalla commedia teatrale omonima dello stesso regista partenopeo, che ha riscontrato negli anni un successo tale da crearne la versione cinematografica.

Giuseppe Cocuzza è un funzionario statale. Tornato dalle ferie, riceve misteriosi pacchetti contenenti denaro ed è incoraggiato dall'ambiziosa moglie e dalla figlia, tentata dalle ricchezze dei compagni, a tenerli e a spenderli a più presto. Interviene anche la sorella di Giuseppe sedotta e abbandonata da un trapezista di incerte origini ungheresi che l'ha lasciata senza soldi e con il figlio un pò ritardato. Il trapezista, Fedor, appena sentita la notizia dei pacchetti torna in famiglia. Per nove mesi , il 27 di ogni mese,arriva un pacchetto colmo di soldi. All'ansia di Cocuzza per i pacchetti e al “pittoresco” menage familiare si aggiungono altri personaggi bizzarri come: un ispettore dell' IMPS che parla siciliano stretto, un postino con gravi difetti di pronuncia e una suora, che ad un certo punto si spoglia del suo velo per dichiarare la sua vera identità: Felice Cì, personaggio questo che ci catapulterà a undici anni prima.

Come è nato questo lavoro, Salemme lo spiega in un'intervista:
"Il primo spunto deriva dalla lettura di un articolo pubblicato sull’”Unità”. Raccontava la storia di una coppia che aveva deciso di separarsi per divergenze ideologiche, dopo la trasformazione del Pci in Pds. Da allora ho iniziato a riflettere su quanto la politica possa incidere sulla vita privata della gente e così ho scritto la prima versione dello spettacolo". Il film comunque, sottolinea il produttore Cecchi Gori, è apolitico.

Sul set anche attori che lavorano con lui da anni sia nel cinema che in teatro come il bravissimo Maurizio Casagrande, immancabile presenza, con il quale Salemme talvolta si diverte a inscenare situazioni alla Totò e Peppino, e Biagio Izzo che abbiamo già visto nel primo film di Salemme "Amore a prima vista".


Come è tipico dei lavori di Salemme questo film, come anche la commedia teatrale, è caratterizzato da una trama intrecciata, variopinta e impregnata di una comicità pura, allegra, leggera ma che dà sempre giusti e seri spunti di pensiero.


Un modo di recitare, quello di Vincenzo Salemme e dei suoi fedeli amici e colleghi, che richiama un pò la commedia dei De Filippo, con i quali ha lavorato per anni: comicità sì ma con stile, senza volgarità; quella piacevole arte, di far ridere senza parolacce.

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