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Recensione: L'imbroglio nel lenzuolo

È uscito nelle sale italiane L’imbroglio nel lenzuolo, film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore e sceneggiatore Francesco Costa e prodotto da RaiCinema e dalla Seven Dreams Productions, casa di produzione dell'attrice Maria Grazia Cucinotta, che nel film interpreterà Marianna.

Il film è stato realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Siciliana ed è ambientato a Napoli anche se le riprese sono state fatte in Sicilia; la regia della pellicola è stata invece affidata al regista messicano Alfonso Arau, che ha diretto in passato film come Il profumo del mosto Selvatico (1995) e Ho fatto solo a pezzi mia Moglie (2000).

La pellicola ripropone e racconta l'innovativa creazione del cinema dei Lumière: dieci anni dopo le prime immagini proiettate a Parigi, il cinematografo approdava in Sicilia, affascinando e sorprendendo i primi spettatori che in quel periodo, per la poca conoscenza del mezzo, avvertivano ancora l'impulso irrefrenabile di alzarsi dalle sedie per evitare che, per esempio, un treno in corsa uscisse dallo “schermo” per piombare su di loro.

L'imbroglio nel lenzuolo, narra la storia di Federico (Primo Reggiani), un giovane studente di medicina che diventa un regista per caso. Un giorno, guardando le prime proiezioni del cinematografo, il ragazzo si rende conto che le immagini proiettate dal nuovo mezzo, possono dare “l’immortalità”, contrariamente alla medicina, e ne resta affascinato.
Durante una di queste proiezioni, a causa di un guasto, s’interrompe il film ma Federico, toccando involontariamente una leva, riesce a farlo ripartire. Il giorno dopo, il signor Pecoraro (Ernesto Mahieux), proprietario del teatro e vizioso produttore napoletano deciso a produrre un film tutto suo, credendo il ragazzo un regista, gli propone un lavoro nel mondo del cinema.
Federico così decide, contro la volontà della madre, di abbandonare gli studi di medicina e di intraprendere la carriera da regista. Il film che il ragazzo realizzerà per Don Pecoraro, dovrà contenere una scena di nudo femminile per la quale il novello regista sceglierà come protagonista Marianna (Maria Grazia Cucinotta), una povera analfabeta che vive in una grotta.

La storia è ambientata nel 1905 in un paese del Sud dove la gente conosce l’emozione delle immagini ed è stupita dalla magia del cinema e dalle prime proiezioni tanto da chiamarlo “u’mbrogghiu nt’o linzolu”.

Il film nel suo complesso fa emozionare: si ride, si piange e si vive anche il lieto fine.

Come ha dichiarato la stessa Maria Grazia Cucinotta, L’imbroglio nel lenzuolo racconta una storia semplice in un periodo in cui la semplicità non è di moda.

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