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Recensione: Mi rifaccio vivo

Una commedia che, nella sua apparente semplicità, cela una ricercatezza psico-filosofica per nulla superficiale tipica dei film di Rubini, qui attore e alla sua decima regia.



Sergio Rubini è di sicuro uno dei registi italiani più originali e complessi: non si ferma alle apparenze ma scava nelle storie e nei personaggi e ne estrapola punti di riflessione, qualunque sia il genere dei suoi film. Anche questa volta il suo tocco è evidente.

Inoltre, ciò che colpisce, prima ancora di vedere la commedia, è il cast. Si vantano nomi come Emilio Solfrizzi, Margherita buy, Gianmarco Tognazzi, Enzo Iacchetti, Neri Marcorè, Vanessa Incontrada e Lillo (del duo Lillo e Greg) che essendo il personaggio principale, dà origine alla storia: Biagio Bianchetti, uomo caduto in disgrazia e invidioso dei successi del suo eterno rivale, decide di farla finita. Non essendo stato ritrovato il suo corpo lo si dà solo per scomparso.Al momento del trapasso vengono smistati i defunti secondo i loro meriti e demeriti e così viene data la possibilità a Biagio di tornare in vita per cercare di correggere gli errori commessi a causa della sua invidia. Per farlo, potrà scegliere le sembianze di chi vorrà. Da quel momento, però, comincerà la vendetta di Biagio verso il suo rivale.

Il film è divertente, bravi gli attori, forse a tratti è un pò lento ma nell'insieme risulta originale, simpatico e dunque sicuramente convincente.

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