31 agosto 2013

Approfondimento: La saga di Austin Powers

Qualche sera fa, ho rivisto il film Austin Powers in Goldmember.

E' il terzo film della serie che vede come protagonista Austin Powers, spia abbastanza stravagante, sempre colorato e alla moda (anni 70) che, con la sua bruttezza fisica e le sue battute a doppio senso riesce a riscuotere non si sa come un certo successo con le donne e anche a portare a termine le missioni.



Il suo eterno rivale il Dottor Male, il suo alter ego pelato fuori di testa che ha la fissazione di voler distruggere e/o dominare il mondo.
Tutti i film della saga si basano sulla rivalità dei due personaggi e sui rispettivi scopi: l' uno vuole dominare il mondo, l'altro cercherà di fermarlo dopo diverse peripezie demenziali.

I film di Austin Powers sono geniali, colorati, dissacranti, abbattono ogni schema logico e spesso anche grammaticale e questa esuberanza si ritrova in ogni piccolo e grande dettaglio: nella sceneggiatura, nei personaggi, nelle scene, negli abiti, nei comportamenti, nei trucchi.

E' lo stesso attore che riveste più personaggi nello stesso film: in tutti i film infatti Austin Powers e Dottor Male sono interpretati dalla stessa persona; in Goldmember (e già il nome dice abbastanza, fa il verso al più serioso Goldfinger di James Bond) per esempio, lo stesso attore protagonista riesce a fare praticamente tutti e quattro i personaggi chiave con travestimenti assolutamente ben riusciti e con espedienti scenici di montaggio che lo camuffano alla perfezione.

Ma chi è l'attore che interpreta Austin Powers e anche tutti gli altri personaggi? Mike Myers.

Mike Myers è il papà di Austin e di tutti i film della saga, li ha inventati lui (come direbbe Pippo Baudo). Ha partecipato molto nella realizzazione di ogni film non solo come attore ma anche come sceneggiatore e supervisore.

Myers proviene dal famoso programma Saturday Night Live, diventandone grazie al suo talento, ospite fisso. Divenuto molto popolare e apprezzato in quegli anni, Myers decise di portare al cinema uno dei suoi personaggi più amati dal pubblico del SNL "Wayne" con il film Wayne's World (Fusi di testa) insieme con l'amico Dana Carvey riscuotendo successo al botteghino, tanto da doverne fare un sequel. Successivamente l'attore girò una commedia tinta di giallo, So I Married An Axe Murder (Mia moglie è una pazza assassina?) del 1993. Infine arrivarono i tre film più importanti dal grandissimo successo internazionale: la saga di Austin Powers.

Austin Powers è un personaggio che, se esistesse nella realtà, sarebbe di una bruttezza oscena: dentoni storti gialli, peluria del petto da zerbino, porro in viso, occhialoni da vista, assolutamente demode e sarebbe ancor più osceno se qualcuno parlasse nella realtà come parla lui quando si vuole atteggiare a latin lover spaccone (cioè sempre). Nonostante ciò il personaggio e la sceneggiatura riescono nell'eccesso a non risultare volgari, non scandalizzano ma divertono. E' un film che fa il verso ai film di spionaggio degli anni 70 e quindi è irriverente. Ma niente di paragonabile ad altri film americani trash dove la volgarità è l'unica base su cui si fondano i dialoghi e le situazioni (basta pensare a qualche film ambientato nei college ad esempio) o, se vogliamo, assoluta differenza c'è con la meccanica dei cinepanettoni italiani.

Se proprio vogliamo trovare un punto di contatto forse per i dialoghi (e dico forse) si potrebbe avvicinare l'ironia su doppi sensi dell'ormai datato film "La pallottola spuntata" parodia anch'essa ma dei polizieschi: demenziale, irriverente, mai fastidioso e divertente.

Tornando a Myers, probabilmente questi film hanno avuto un successo notevole (il primo della saga Austin Powers, ha incassato complessivamente $67,683,989 milioni) non solo per trame, costumi, personaggi, per la diversità di questi film unici nel loro genere, ma anche per questo giocare sul filo del buongusto riuscendoci benissimo; in un terreno scivoloso dove Myers si mantiene in piedi senza mai slittare. E' una grande prova di preparazione. Myers è anche un anglo-canadese e forse nel suo DNA porta un pizzico di ironia britannica (d'altronde Austin è inglese!) nella comicità dei suoi film molto diversa, come anche l'attenzione stilistica, rispetto alle pellicole puramente americane; molto più sottile attenta ai particolari, pur essendo eccessivo ha sempre un non so che di bon ton.

Myers letteralmente gioca, si diverte, senza mai tralasciare nulla, in tutti e tre i film di Austin e non per niente a distanza di qualche anno (con matrimonio e figlio nuovi di zecca a seguito), l'attore sembra stia pensando alla possibilità di girare il quarto episodio di Austin Powers. Ma al momento sono solo voci, senza ancora nulla di certo.


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