20 ottobre 2013

Recensione: Una Piccola Impresa Meridionale

Una piccola impresa meridionale è il secondo film firmato Rocco Papaleo che rispecchia tutto lo stile ironico, surreale e sornione dell'attore-regista.




Una pellicola allegra, divertente, colorata, ambientata in un sud immerso in paesaggi naturali bellissimi ma molto rustici. E forse proprio questa scenografia così essenziale, un paesino, senza ingombri troppo invadenti come in una trafficata città, dà risalto ai personaggi e alla storia che gode appunto del tocco comico papaleano: un prete spretato per amore, viene coinvolto in diverse storie bizzarre. Un cast composto da bravi attori come Scamarcio, che qui sfodera la sua insolita vena comica, spalleggiato dallo stesso Papaleo, risultando simpatico e a suo agio anche in questo ruolo.
Una sceneggiatura che forse in alcuni casi risulta involontariamente impacciata.

Nonostante ciò, cast, interpretazione, fotografia e ambientazione vengono premiate; sbava, come detto, un po' la sceneggiatura ma nell'insieme è comunque gradevole, agevolata anche da una narrazione fissa e non diluita come nel primo e pluripremiato road movie Basilicata coast to coast.

Nell'insieme quindi il film è sicuramente piacevole.

In generale Papaleo che ha già di suo uno stile comico ironico del tutto originale, riesce a trasferire quello che è il suo stile artistico anche da dietro la telecamera, riuscendo a far risultare evidente la sua firma. Come un pittore riesce a dare un tocco personalissimo e inconfondibile alla sua tela. "Registattori" con questa innata caratteristica, che lasciano questa impronta visibile nelle proprie opere, sono pochi e di successo: due tra tutti, Verdone e Rubini.

Considerando che Papaleo è alla sua seconda regia e dunque è un regista giovane, promette bene!

voto 7

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