7 ottobre 2013

Recensione: Gravity

Gravity è il film che ha aperto la 70a Mostra del Cinema di Venezia, interpretato da George Clooney e Sandra Bullock.


Due astronauti si cimentano in una passeggiata spaziale di routine che si trasforma in una catastrofe: lo shuttle viene distrutto e loro si ritrovano soli nell'assordante silenzio dell'universo con poco ossigeno, senza contatti con la terra, soli e fluttuanti nell'infinito.

Si è parlato molto di questo film, sopratutto per lodarlo, presentato come un capolavoro. Personalmente non sono d'accordo.

George Clooney e Sandra Bullock sono due attori molto bravi ma come alcuni spettatori hanno evidenziato, non sono adatti ad un ruolo di fantascienza, almeno di questo tipo.

Un film che a parte le ambientazioni spaziali che possono essere ben curate e che possono affascinare, sopratutto in 3d, non è seguibile: la trama è monotona, spesso pesante.

Troppi silenzi che esaltano l'ambiente ma non la trama. Il tutto nonostante sia girato nell'"infinito" alla lunga risulta un thriller claustrofobico. probabilmente l'effetto voluto dai registi Alfonso Cuarón ma che non è per tutti.

Attori come detto sono molto bravi ma non non sono a loro agio in questa parte e non rendono tanto quanto potrebbero in altri film.

Mi sarei aspettata qualcosa di più. Preso ogni componente del film a sè, senza fonderlo con gli altri, potrebbe anche andare ma fusi tutti in un film rendono il tutto poco piacevole.

voto 5.5

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