14 settembre 2014

Recensione: Senza Nessuna Pietà

Senza nessuna pietà è il terzo film italiano presentato alla 41a Mostra del Cinema di Venezia, dopo la sua apparizione al Festival di Toronto.


Diretto da Michele Alhaique - volto noto del piccolo e del grande schermo che con questo lavoro debutta alla regia di un lungometraggio (dopo i due corti Il torneo e Chi decide cosa) - il film si presenta come un noir italiano che si fregia di ottime interpretazioni e un'atmosfera convincente. 

Molti gli elementi potenzialmente virtuosi e innovativi: musiche, fotografia, inquadrature empatiche sono tutti elementi affatto scontati per un esordiente. Una confezione più internazionale che italiana, se vogliamo, che sa dare il giusto peso alla storia. 

Trama: Mimmo (uno straordinario Pierfrancesco Favino ingrassato per l'occasione di 20 kg), quarantenne con la passione dei lavori edili, per i quali è molto portato: passione ereditata dal padre, scomparso di una morte violenta quando era ancora piccolo.
Adottato dallo zio (Ninetto Davoli), che usa l'azienda edile di famiglia come copertura per i suoi loschi traffici, Mimmo si ritrova spesso, contro i suoi principi, ad aiutare lo zio Santilli nella pratica di strozzinaggio, sotto gli occhi compiacenti del viziato cugino Manuel (Adriano Giannini) e con l'aiuto di un altro malvivente alle loro dipendenze, il Roscio (Claudio Gioè), la cosa più vicina ad un amico che abbia. 

Mimmo dall'aspetto truce, di poche parole e di fatti violenti, è in realtà un orso buono che sogna una vita diversa.
Sempre più insofferente del mandato criminale della sua famiglia adottiva vorrebbe svincolarsi e dedicarsi interamente al suo lavoro di capo-mastro e inizia a ribellarsi. Ad aiutarlo a cambiare la sua vita sarà per caso una giovane ragazza, promessa escort per il cugino Manuel, che deve andare a prendere e consegnare. 

Un disguido allunga i tempi e così Mimmo sarà costretto a passare del tempo con questa leggiadra inconsapevole e carina ragazza di Latina. Il noir così si trasforma, cambia passo. Sullo sfondo del cambiamento, comincia a delinearsi una storia d'amore, seppur in una realtà difficile.

Il film ci regala molte immagini, molte sensazioni e poche parole. Mimmo parla senza parlare.I personaggi sono carichi di storia e di vissuto e gli attori con la loro bravura e naturalezza, rendono realistica, convincente la messa in atto della trama.

Favino è la punta di diamante. Nel suo primo ruolo da cattivo è straordinario nel trasmettere l'animo complesso del personaggio. Un uomo violento per dovere ( nei confronti dello zio) e protettivo per volere (nei confronti della giovane escort interpretata da Greta Scarano qui in un ruolo non facile ma ben riuscito). 
Favino è anche produttore del film.

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