18 settembre 2015

Recensione: L' Attesa di Piero Messina

L'Attesa, uno dei quattro film italiani in concorso alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, affronta temi di enorme drammaticità, come un lutto o una perdita, ponendo però su di essi un velo di speranza, di rinascita dalle sofferenze, che si racchiude nel titolo del film, l'attesa appunto.


Attesa che si sviluppa pian piano attraverso le vite di due donne in un casale nel ragusano in Sicilia dove l'una vive con tragicità interiore la perdita di un figlio e l'altra, una ragazza francese, attende l'arrivo dell'uomo che ama, ingnara del fatto che egli non tornerà. Man mano la presenza della ragazza restituisce ad Anna – seppur idealmente – la presenza del figlio perduto ed ecco quindi che i vestiti del lutto lasciano posto nuovamente ai colori, i drappi neri sugli specchi vengono tolti, il cibo riprende sapore; con il tempo, attendendo, si ritrova la pace interiore.

Lo spettatore vive e percepisce molto bene la grande carica emotiva che le due attrici, Juliette Binoshe e la giovane Lou de Laâge, sanno ben interpretare e trasmettere. La regia - affidata al giovane siciliano Piero Messina che vanta una lunga collaborazione con Paolo Sorrentino - e la fotografia, esaltano la sceneggiatura, le immagini e le sensazioni. Un film magico nella sua drammatica speranza di rinascere dalle ceneri.

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