18 febbraio 2016

Recensione: Midnight in Paris. Uno dei film più belli di Woody Allen

Un film di Woody Allen del 2011 con un'ottima regia, ottima fotografia, ottima musica, ottima sceneggiatura. Quest'ultima molto originali, forse una delle più originali degli ultimi anni.


Uno sceneggiatore, Gil, curioso e un pò sognatore, va in vacanza a Parigi con la sua fidanzata, dal carattere completamente incompatibile
con il suo, insieme alla famiglia di lei e a due loro amici. Gil cerca ispirazione per il suo primo romanzo e vagando per le strade di Parigi, che lo affascina e conquista sempre più, accetta un passaggio su di una bella vettura d'epoca ritrovandosi come per magia nella Parigi degli anni 20 dove incontra scrittori, pittori, pensatori dell'epoca. Lì incontra anche una ragazza, amante e modella di vari artisti, che lo colpisce fin da subito.

Lo scrittore rimane sbalordito, affascinato e rapito da quel mondo, cosciente del fatto di vivere come dentro un sogno e dal quale non vorrebbe svegliarsi; ha modo di fare amicizia con i grandi che hanno fatto la storia della cultura e dell'arte. Ogni giorno, dall'anno 2010 sale su quell'auto misteriosa per ritornare in quel mondo parallelo degli anni 20 che meglio lo capisce e lo stimola rispetto alla quotidianità contemporanea.
Nel frattempo il suocero insospettito, si rivolge ad un detective per far pedinare il futuro genero e scoprire dove va tutte le notti.
Gil vivrà così una vita e due amori paralleli, seppur combattuto tra il vivere il presente o fuggire in un altro mondo.

Un film notevole, uno dei migliori di Allen, ha l'aria di Alice nel Paese Delle Meraviglie sotto altra forma: il protagonista vaga in un mondo a lui nuovo e incredibile con lo sguardo rapito, imbattendosi in personaggi dalle caratteristiche artistiche bizzarre che segnano il loro carattere e la loro personalità, rendendoli unici e affascinanti. E' presente anche la così detta "morale della favola" che spinge tutta la trama del film.

L'unica pecca si trova nell'interpretazione del protagonista, Owen Wilson: seppur bravo e pertinente con il suo ruolo, spesso scimmiotta in modo quasi fastidioso le movenze, i balbettii e l'insicurezza di Allen. Probabilmente scelta voluta dal regista ma che svilisce un po' le capacità del protagonista. Altra caratteristica originale del film è che alcuni dialoghi, sopratutto quelli fra gli artisti, sono in lingua  francese. Può risultare fastidioso per chi non è pratico della lingua ma spesso i dialoghi vengono tradotti dagli altri attori, smorzando così il disagio allo spettatore; in ogni caso, guardando al contesto, è una scelta stilistica appropriata.

Ospite vip di questa pellicola Carla Bruni, che interpreta una francese, guida di un museo.

Nel complesso, Midnight in Paris è un film particolare e ben fatto, di certo in linea con i premi vinti in questi anni e che premiano sopratutto la sceneggiatura, tra i quali:

2012  Premio Oscar:  migliore sceneggiatura originale
2012 Golden Globe: migliore sceneggiatura
2012 Critics' Choice Movie Award: migliore sceneggiatura originale
2013 Grammy Award : miglior compilation di una colonna sonora  (sempre di Woody Allen)

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