13 luglio 2016

Approfondimento: Frankenstein Junior

Giusto qualche giorno fa Mel Brooks ha compiuto 90 anni e Paramount Channel ha trasmesso in prima serata Frankenstein Junior.

Pellicola del 1974, quarto film diretto da Mel Brooks, Frankenstein Junior è nato dall'idea di Gene Wilder, che ne ha scritto la sceneggiatura (poi revisionata a quattro mani con il regista) e che nel film interpreta il


professore Frankenstin, geniale scienziato nipote del più famoso dott Frankenstein dal quale si dissocia non condividendo gli studi criticandoli aspramente, essendo lui un purista della scienza medica tradizionale.

Il film vuole essere il sequel comico del famoso film in bianco e nero Frankenstein di James Whale del 1931 e per l'occasione Mel Brook si è premurato di girare le scene totalmente in bianco e nero e riproporre l'ambientazione retrò anni 30, compresi gli effetti di transizione tra una scena e l'altra e gli oggetti di scena del film di Whale riproposti nelle stesse posizioni.

In stile assolutamente grottesco ironico e surreale, Frankenstein Junior presenta diverse scene culto passando alla storia come uno dei film più belli e ben riusciti del regista/attore.

Nel film ciò che colpisce è la leggerezza che Mel Brooks riesce a trasmettere senza però venir meno a quell'aspetto malinconico, inquietante e di suspense caratteristiche del film originale. Sa ben descrivere i personaggi dalla forte personalità e dalle caratteristiche ben definite, che riescono perfettamente ad amalgamarsi tra loro, regalando allo spettatore scene davvero esilaranti.
Non si finisce di sorridere mai, dalla prima battuta all'ultima.
La bravura e l'eleganza di Gene Wilder, doppiato nella versione italiana da un perfetto Oreste Lionello, è fondamentale in quanto regala alla storia un barlume di lucidità; in effetti rappresenta l'unico essere "sensato" in mezzo ad una banda di folli scriteriati che senza lui sarebbero assolutamente incomprensibili nelle loro gesta.
Il dottor Frankenstin è il fulcro dal quale scaturiscono le famose scene con Igor (Marty Feldnam), perfetta spalla comica e beffarda, o la collaboratrice ingenuamente seducente e infine con la stessa creatura (Peter Boyle), disprezzata da tutti drammaticamente infelice che trova nel suo creatore l'unico rifugio amorevole.

Una storia con una sceneggiatura geniale, fitta di dialoghi comici, che si sviluppano per tutta la trama non lasciando annoiare lo spettatore il quale rimane assolutamente immerso nell'atmosfera cercando di seguirne il filo logico. La musica, anch'essa di Mel Brooks a tratti malinconica, triste, distorta che al semplice ascolto sembra quasi angosciante, nel film diventa una perfetta cornice di rottura che rende un pò più tetre alcune scene assolutamente colorate dalla pazzia dei personaggi.

Un lavoro che parte come parodia ma che per l' attenzione minuziosa di regia e sceneggiatura e per la bravura degli attori, si trasforma in un film e che si distingue alla fine dall' originale conquistando la sua individualità.

Finale ovviamente surreale che regala nella sigla un simpatico balletto scalmanato con tutti i protagonisti  e Mel Brooks che irrompe nel set.

Di certo uno dei più bei film diretti da Mel Brooks e di Gene Wilder, che ha conquistato diverse nominations Premio Oscar e Golden Globe.

Può rimanere nella storia e avere un successo più importante rispetto al film al quale si ispira un sequel comico? Beh, Mel Brooks e Gene Wilder ci insegnano che sì, "SI PUò FARE"!

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