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Recensione: Benedetta Follia

Benedetta Follia è il nuovo film di Carlo Verdone nel quale il sig. Guglielmo Pantalei, proprietario di un negozio di articoli religiosi, rimane spiazzato dalla confessione della moglie che, dopo 25 anni di matrimonio, lo informa di avere una relazione con una donna, la commessa del negozio.



Guglielmo così entra in in una sorta di depressione ma per fortuna nella sua malinconia, nella sua frustrazione per la non accettazione di questa separazione, irrompe Luna, giovane borgatara romana che si propone come nuova commessa; dal carattere intraprendente ed esuberante, diametralmente opposto a quello rassegnato e bacchettone di Guglielmo, Luna decide di iscriverlo in un sito per incontri per farlo uscire dalla malinconia e dalla tristezza quotidiana.
Inizialmente reticente e abbastanza diffidente, Guglielmo comincerà così a conoscere donne tra le più disparate: dalla ninfomane, all'ipocondriaca e in questo turbinio di donne che lo circondano emerge la figura di un sessantenne fragile e infelice, conscio della sua età che ad un certo punto però decide di reagire alla situazione spiacevole che sta vivendo e di rimettersi nonostante tutto ancora in gioco, sebbene mai pienamente convinto di quello che sta facendo.

Il film è molto simpatico: alterna fasi di risate e sorrisi a momenti di dolce malinconia e riflessione.
Le due figure Luna e Guglielmo proprio perchè così diverse caratterialmente daranno vita a dialoghi divertenti facendo, in modo alternato e intelligente, l'una la spalla dell'altra.

Figure molto importanti per la buona riuscita della commedia anche le donne che incontra Guglielmo. In questo film infatti spicca la bravura di valide attrici: oltre a Ilenia Pastorelli, che interpreta Luna inizialmente ricordando Micaela Ramazzotti ma trovando man mano la propria personale interpretazione, nel film troviamo la partecipazione di Lucrezia Lante della Rovere che interpreta la ex moglie di Guglielmo, Maria Pia Calzone nei panni di Ornella e Paola Minaccioni, una possibile pretendente del protagonista.

Verdone in questo film finalmente torna protagonista ma con una veste nuova. Le gag e le situazioni esilaranti e surreali che si vengono a creare tra i personaggi rendono questa volta la storia, la trama, più simile allo stile delle commedie francesi che alternano certi tipi di ironie anche un pò più spinte ma comunque esilaranti senza trascendere nel volgare, come la scena del telefonino della ninfomane al ristorante.

Il questo lavoro si nota come Verdone si sia rivisto nelle sue capacità di regista, sceneggiatore e interprete dei film, ritornando sul grande schermo in una veste un pò più attuale, meno legato a quello che era la sua struttura cinematografica che negli ultimi tempi non lo ha visto proprio al top. In questo film si ritrova invece un Verdone più fresco, capace di mettersi in gioco pur rimanendo se stesso e continuando ad interpretare i suoi personaggi tra malinconia, insicurezza, ironia disarmante; questo lavoro di rinnovamento lo porta a diventare così un autore attuale: non è più il Verdone degli anni del grande successo ma un altro di altrettanto successo ma forse più al passo con i tempi.

Anche la trama, a tratti certamente eccessiva e molto ricercata nelle situazioni, richiama il cinema francese e, in generale, risulta molto originale. Forse solo il finale è un pò forzato ma nel complesso il film non ne risente.


Infine, Verdone ritorna al centro della scena e ritorna bene, con uno smalto nuovo, lucido, brillante, non banale; si ride di gusto e si guarda il film con piacere e per questo Benedetta Follia si guadagna meritatamente, a pochi giorni dall'uscita, il primo posto al Box office.

Film assolutamente consigliato, da vedere.

voto: 9

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