27 agosto 2018

Recensione Libro: La papessa, di Donna Woolfolk Cross


La papessa è un romanzo scritto dall'autrice Donna Woolfolk Cross, scrittrice e insegnante, la quale ha impiegato ben sette anni per raccogliere informazioni inerenti questo personaggio a limite tra fantasia e realtà.
Una leggenda antica del cattolicesimo che svela tutta la crudeltà, la violenza e l'odio dell'animo umano che affrontava con infinita ignoranza, storpiandola nella sua essenza, la credenza cattolica.
Giovanna nacque nell’anno del Signore 814, in un’epoca in cui le donne erano considerate inferiori e dunque era impensabile dar loro un istruzione: l'idea comune era quella di una femmina sottomessa al maschio, pronta ad ubbidire come una schiava a suo marito-padrone pensando solo a cucinare, far figli fino allo stremo, allevarli e mantenere decoroso il proprio focolare.

Mentre la madre di Giovanna, pagana, era ormai rassegnata alle violenze del marito, un estremista cattolico che voleva per i suoi due figli maschi una vita clericale, la fanciulla nutriva invece fin da piccolissima un forte desiderio di sapere ed essendo dotata di un cervello particolarmente veloce e sveglio, voleva impiegarlo come per lei era giusto: imparando sempre di più, cercando di soddisfare le sue curiosità di nascosto con l’aiuto prima del fratello che le insegnò a scrivere e poi del maestro Esculapio.

Scappata dalle grinfie del padre e dalle sue punizioni violente, andò via insieme al fratello destinato alla carriera monacale e ne assumerà l’identità quando verrà ucciso in un’incursione vichinga. Diventata Giovanni, la giovane si stabilì per anni in un monastero benedettino, libera di leggere, studiare e carpire i segreti delle arti e delle scienze. Riuscì a salvare molte vite e a battere con la sapienza l'ignoranza dilagante dei medici dell'epoca.

Grazie al suo travestimento, che in un certo qual modo la difese dalle violenze che le donne dovevano subire e che per anni subì anche lei, e alla sua devozione, Giovanna intraprese senza volerlo la strada verso il papato: giunse a Roma, dove nessuno poteva sospettare della sua falsa identità e dopo esser stata per diverso tempo il medico personale di due pontefici che salvò dalla morte diverse volte, venne eletta improvvisamente papa rinunciando così per sempre al suo amore ritrovato, Gerardo, con cui era pronta a scappare e lasciare tutto per tornare ad essere donna e amante di un uomo devoto e amorevole, non reprimendo più la sua vera natura.


Ma il destino crudele non solo la volle papessa ma anche incinta così una volta smascherata, i suoi successori, nonchè nemici, cercarono di cancellarla dai registri pontifici. Uno di loro, invece, un allievo di Giovanna, anche egli nato femmina e trasvestitosi per seguire le orme della papessa, scrisse di lei, riportando ad oggi la sua tormentata e tragica storia.


Detta così è una storia dura ma affascinante e interessante dal punto di vista sociale, storico e culturale dell'epoca, del cattolicesimo in generale e della storia della chiesa ma sebbene il libro sia scritto bene, l'autrice si sofferma troppo e più di una volta, con dovizia di particolari davvero poco rilevanti su situazioni di cruda violenza che potevano di certo esser narrate con meno crudezza e con meno dettagli. La trama, di questi eventi tragici, ne è purtroppo piena e quasi in ogni pagina c'è la sagra del macabro.

D'altronde è un romanzo pseudo storico, drammatico, tragico, ma anche nei libri storici e tragici la narrazione può esser più clemente, seppur efficace, con il lettore.

E' comunque nello stile dell'autrice descrivere ogni cosa, utile o superflua, in modo molto dettagliato, non solo le scene sensibili ( per le quali tuttavia sembra mostrare una sorta di sadismo narrativo) e ciò rende la lettura molto interessante ma al contempo molto pesante. Di contro nelle situazioni, poche in verità, di felicità o di amore della giovane Giovanna, la narrazione si fa superficiale, sfuggente, come se questi momenti di godimento non siano altrettanto importanti della carneficina tanto descritta.




Ad ogni modo la storia della papessa, al netto delle scene estremamente crude, ci da' una visione d'insieme di quello che per l'autrice era il periodo storico di Giovanna: le abitudini, le credenze, le situazioni di totale incertezza e disagio delle donne e dei popoli in generale ancora troppo, molto, estremamente, barbari.


Si parla di Roma come di un popolo sottosviluppato sia civilmente sia culturalmente; la stessa Roma in cui Giovanna/i vivrà gli ultimi anni della sua vita, forse i meno violenti rispetto a ciò che affrontò in precedenza in altri luoghi.

La stessa Roma che la fece papa e che scoprì il suo segreto, il suo peccato, lasciandola morire per strada, dissanguata, dopo un parto improvviso di un feto prematuro.


Ovviamente sconsigliata la lettura a chi non ama le descrizioni macabre al limite dell'horror.


La trasposizione cinematografica non l'abbiamo vista ma riteniamo sia, con molta probabilità, uno di quei casi in cui il film risulta più piacevole e affascinante (in aiuto anche le ambientazioni, le revisioni del testo e i costumi) migliore del libro che lo ha generato che, per quanto sforzo abbia richiesto la sua creazione, è stato per noi una mezza delusione.

Voto 5

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