5 novembre 2019

Recensione: L’ anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale.

‘L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale’ è il libro scritto dal professore Paolo Gallina, docente di robotica all’ Università di Trieste, nel quale si analizza il rapporto di dipendenza dalla tecnologia, ormai sempre più invasiva e necessaria nella vita quotidiana della maggior parte degli esseri umani. 


Un fenomeno che, secondo l'autore, potrebbe portare alla creazione di una nuova specie dell’evoluzione umana: l' Homo technologicus. 

Lo stesso autore, infatti, presenta il libro come un tentativo di dimostrare che, alla luce del livello evolutivo raggiunto, l’uomo non potrà più tornare alle “origini” liberandosi completamente della tecnologia ma che anzi questa sua dipendenza si evolverà sia attraverso le caratteristiche delle macchine, che tendono a diventare sempre più ‘simili all’uomo’, sia attraverso il rapporto emotivo dell’uomo con la macchina.

“Nelle maggior parte dei casi le macchine non sono essenziali” – spiega l’autore – “La loro esistenza   ci semplifica la vita, ma possono essere ‘spente’ in ogni momento. Decido io, scrive l’autore, se utilizzare o meno il trapano o lo spremiagrumi elettrico o quello manuale. Tuttavia alcune macchine possono risultare estremamente invasive fino a diventare ‘protesi’, quasi fossero estensioni della mente. E’ il caso dei navigatori satellitari o delle calcolatrici. ” 

Una Fossilizzazione cognitiva, definisce così il professor Gallina il processo che ha portato le macchine a sostituire un po’ alla volta alcune funzioni del cervello umano, come ad esempio saper fare i calcoli mentalmente: “come nel processo di fossilizzazione i minerali si sostituiscono poco alla volta alla materia organica, così le macchine si sostituiscono ad alcuni schemi di pensiero. Siamo abituati a
spremere felicità dalle macchine , non possiamo più liberarcene né invertire la rotta”.

Nonostante tutto, nel libro si analizzano anche gli aspetti positivi e i traguardi raggiunti grazie alla tecnologia. Le macchine aiutando l'uomo in compiti quotidiani, lasciano sviluppare le capacità cognitive umane per compiti più elevati: “Personalmente – scrive Gallina – non mi sento un incapace perché non so eseguire complicati conti senza la calcolatrice, la mia mente si è arricchita di altro ha sviluppato nuovi schemi di pensieri più avvincenti dei meccanismi di base”. Come la fossilizzazione biologica stravolge la materia organica originaria, creando qualcosa di nuovo e spettacolare, così, rileva l’autore, la fossilizzazione cognitiva modifica in modo irreversibile la mente creando una simbiosi con le macchine altrettanto straordinaria.

La lettura è scorrevole anche un pò filosofica oltre che scientifica. In ogni caso questo libro può risultare interessante a un pubblico attento all'evoluzione della società moderna, sempre più tecnologica, dove le persone sono abituate a convivere con le macchine fin dall'infanzia consci del fatto che, come dice l'autore, non ci sarà un arresto del processo ma uno sviluppo. 
E se noi, nel nostro attuale, siamo ancora divisi tra vecchie generazioni che hanno vissuto una quotidianità senza tecnologia e nuove generazioni che tra la tecnologia ci sono nate e che non ne potrebbero fare a meno, un domani questa divisione non esisterà più e allora forse sì, potrebbe naascere davvero, come dice l'autore,  l'Homo technologicus.


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