12 agosto 2021

Recensione libro: Andare per l' Italia di Napoleone

Napoleone Bonaparte si sa, è stato uno dei personaggi più importanti della storia. Tanto è stato detto, lo è ancora e probabilmente lo sarà in futuro perchè la sua particolarità, come quella di alcuni "grandi uomini", è che nel bene o nel male se ne parla sempre.

Si sono sviscerati quasi tutti gli aspetti di Napoleone; è stato descritto da vari autori e da vari storici, nel corso dei secoli, in modo positivo e negativo. Fatto sta che quest'uomo ha influenzato molto, e influenza ancora, la società e la civiltà attuale con le sue riforme e le sue gesta.

Andare per l'Italia di Napoleone non uno dei soliti, sebbene sempre interessanti, libri storico-biografici, semmai è un libro itinerante che come dice lo stesso titolo ci invita e ci guida lungo i percorsi fatti all'Imperatore e le tappe d'Italia più significative per lui e la sua famiglia.

Luoghi, aneddoti senza tempo che superano il personaggio principale per incontrare, contemporaneamente e successivamente, anche quella della sua parentela e discendenza.

Molti di loro hanno infatti avuto dimora in Italia più che in Francia, si vedano ad esempio, tra gli altri, Paolina e Carolina le sue sorelle, o Letizia Ramolino sua madre. Molte città furono luogo d’azione dei fratelli di Napoleone e dei loro figli. Non solo Roma ma anche Firenze, Trieste, Bologna, Macerata, Viareggio, Senigallia e altre videro le ville e i palazzi dei Bonaparte.


Nel duecentesimo anno dalla morte di Napoleone, lo scopo degli autori di quest'opera, edita da Il Mulino, Paola Bianchi e Andrea Merlotti, sembra quello di ripercorre il cammino seguendo il filo delle sue campagne militari in Italia passando per il Duomo di Milano, all’incoronazione a Re d’Italia del 1805, finendo sull’isola d’Elba dove fu esiliato per la prima volta. Durante il percorso geografico, dove si scoprono luoghi della memoria, dimore, musei, campi di battaglia, si fa riferimento anche all'aspetto sociale e amministrativo della gestione politica di Napoleone considerando la sua eredità, materiale o immateriale che sia.

Di certo un uomo di genio, con vasta cultura e interessi, innamorato di Milano che chiamava la Piccola Parigi e con uno spiccato interesse per l'urbanizzazione e la civilizzazione delle città e i cittadini. Dunque molti furono gli interventi sulle comunità con opere di trasformazione non soltanto nelle classi sociali, ma anche nell’organizzazione della vita civile e amministrativa che spazia dal rinnovamento urbanistico nelle funzioni, ad esempio conventi che furono trasformati in scuole; all’architettura, rinnovando e costruendo palazzi e giardini; alla toponomastica, introducendo ad esempio san Napoleone che viene festeggiato il 15 agosto (giorno della sua nascita), la cui effige fu scolpita su una delle guglie del Duomo di Milano che fece restaurare, dandogli questo aspetto maestoso che conosciamo oggi.

Di certo la vittoria di Marengo conseguita il 14 giugno 1800 per merito del generale Desaix morto sul campo, fu una delle battaglia più importanti di Napoleone. Prescindendo dal famoso piatto creato per l'Imperatore il "Pollo alla Marengo" per l'occasione, la battaglia portò alla produzione del marengo o napoleone, una moneta commemorativa che gli sopravvisse almeno per cent’anni.

Napoleone era di origini italiane, sebbene nato in Corsica e ad essa fu molto legato, ne divienne il Re. Milano a cui, come abbiamo detto, era affezionato diventò quindi centro di cultura, scienza e divertimento. A Venezia, sistemò Piazza San Marco. Gli autori descrivono come "Del tutto particolare" il rapporto dell’Imperatore con Roma ma ricordiamo che Napoleone snobbò Roma in quanto assoggettata alla Chiesa che egli vedeva come una minaccia, piena di ricchezze e privilegi incoerenti con la religione professata. D'altronde i contrasti tra Napoleone e la Chiesa sono ben conosciuti.

E’ infine da evidenziare l'interessante storia di uno dei ponti più importanti della città di Torino che venne commissionato da Napoleone, consegnato nel 1814 ma successivamente dedicato a Vittorio Emanuele I perché, con la Restaurazione, i Savoia erano tornati a Torino.

Insomma, di curiosità, retroscena, aneddoti inediti, ce ne sono parecchi; questi ne sono solo un assaggio. E' un'Italia nuova, tutta da scoprire, quella che ci fanno conoscere gli autori di un libro per nulla noioso, piuttosto interessante e non solo storicamente, scritto in maniera molto scorrevole e piacevole da leggere.

Un libro di certo consigliato agli appassionati di storia, di Napoleone o a chi cerca un libro che racconti curiosità della storia italiana e i suoi tesori, tutti ancora da scoprire e visitare.


                                            Grazie a Il Mulino Edizioni per averci inviato il libro.

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