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Recensione Libro: 'Napoleone in venti parole' di Ernesto Ferrero

Dalla penna dell'autore di 'N.', libro che ha vinto il Premio Strega nel 2000 e dal quale è stato tratto l'omonimo film 'N. - Io e Napoleone' che narrava l'approdo e la permanenza all'isola d'Elba , nasce un secondo libro dedicato all'Imperatore 'Napoleone in venti parole', che ne descrive ogni lato caratteriale e d'azione. 

Non solo il personaggio pubblico, l' Imperatore, le gesta militari,
come molti libri in circolazione, ma ne descrive i tratti intimi, caratteriali, familiari, di relazione con il prossimo che siano famiglia, donne, collaboratori, nemici, cittadini, campi di battaglia e la sua adorata Francia a cui si è dedicato da sempre anima e corpo, nel vero senso della parola. 

Un libro scritto molto bene e con grande conoscenza del personaggio, che descrive pregi e difetti di questo grande uomo che ha fatto la storia e che a 200 anni dalla morte ancora è attualissimo come le sue innovazioni e creazioni, ancora oggi indispensabili per la civiltà moderna. 

Uomo tendenzialmente buono, altruista, generoso, stacanovista, intelligente, curioso, analitico e talvolta anche impulsivo, rigido e severo sopratutto con sé stesso, amava esser proficuo non per sé stesso ma per la Francia. 

Uomo apparentemente deciso era spesso il contrario e aveva regole personali ferree. Un carattere iperattivo che controllava tutto sia dentro che fuori le mura di palazzo per soddisfare al meglio il suo popolo e capirne i dispiaceri, i problemi, le insoddisfazioni e cercare di porne rimedio. 

Aveva un grande culto per i numeri e si dilettava a calcolare qualsiasi entrata e spesa e a ridistribuirla a dovere. Amava la cultura. Si comportava con un padre di famiglia, iniziò a ricoprire questo ruolo a 15 anni quando morì suo padre, prima lo fece con la sua famiglia d'origine, poi con i soldati e indirettamente con il popolo. 

Coinvolgeva tutti i suoi collaboratori che correvano instancabili dietro al suo dinamismo perchè di tempo non ce n'è mai abbastanza e ci si doveva dare da fare per il bene di tutti. Premiava, lodava, aiutava chi era in difficoltà, chi gli era fedele, chi svolgeva bene il proprio lavoro.

Un uomo che aveva ben chiaro il suo percorso ma che aveva anche un'unica ma grande debolezza: la famiglia Bonaparte alla quale era profondamente legato e con la quale ebbe molti contrasti a causa della loro indole talvolta svampita, disorganizzata, viziosa, opportunistica, vigliacca, incapace ecc.

 Lui era altruista nel suo lavoro, lavorava per la Francia e non si fermava un secondo, loro erano egoisti, pensavano ai loro tornaconti personali e spesso non erano all'altezza dei ruoli che pretendevano di ricoprire. alla fine Napoleone stesso ammise di cedere per sfinimento alle loro richieste anche se non ne era d'accordo. molti contrasti ci furono anche durante le varie reggenze dei fratelli, inconcludenti e incapaci, talvolta anche traditori (vedi Carolina).

Nel libro si parla anche di ogni singolo fratello e della loro sorte. Tutti molto diversi tra loro. Si parla anche di Madame Mere Letizia, la madre di Napoleone donna che egli adorava.

Ciò nonostante Napoleone faceva di tutto per non farsi trasportare dai sentimenti perchè prigioniero egli stesso del suo ruolo di uomo di stato che secondo lui doveva essere neutro, nè buono e nè cattivo. Anche se alla fine il suo vero carattere usciva fuori in diverse circostanze. 

Per Giuseppina provava amore e stima fino alla morte di lei, geloso fino a quando non si stancò dei suoi continui tradimenti. Maria Luisa era sempre sorvegliata di nascosto perchè si temeva la corte del fratello di Napoleone, Giuseppe. 

Napoleone amava le donne che facevano le donne, cioè che si mantenevano al di sotto dell'uomo: delicate, eleganti, devote al marito e alla famiglia che avevano il senso del gusto e dell'arte in generale diplomatiche con gli ospiti ma non dovevano avere in mente di poter agire indipendentemente dal marito, non vi era tutela per abusi del marito sulla moglie. Molte di queste idee vennero trascritte nel codice civile. Il capitolo sui diritti delle donne è di certo una delle mancanze più grandi del suo genio ma può esser giustificato forse dal periodo storico.

In conclusione, il libro è molto ricco, la narrazione è scorrevole chiara e precisa. Ovviamente non si può dire tutto di un personaggio così, ma i tratti essenziali anche inusuali, che non si trovano in altre biografie, non mancano; il libro è diviso per sezioni " donne", "famiglia", ecc, proprio per analizzare il suo comportamento e il suo carattere, le sue idee e la sua storia da ogni angolo. 

In certi momenti la lettura diviene veloce, ansiosa, quasi al cardiopalmo, tanto quanto l'impeto instancabile che aveva Napoleone come a dire: non si riesce a star dietro a lui neanche leggendo ciò che faceva figuriamoci di presenza a svolgere le mansioni che ordinava! 

Un libro, pubblicato da Einaudi Editore, di certo molto interessante e davvero prezioso per gli amanti della storia in generale e in particolare di questo uomo così controverso ma che ha segnato il nostro quotidiano. Dal libro citiamo: "Si dice che la bibliografia delle opere dedicate a Napoleone sia seconda per numero di titoli solo a quella su Gesú Cristo." Ci sarà un motivo.

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                   Grazie ad Einaudi Editore per averci mandato una copia del libro.


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