Recensione Libro: "Fantozzi dietro le quinte" di Elisabetta Villaggio

Elisabetta Villaggio figlia di Paolo, l'uomo che ha dato origine al mitico Fantozzi ( e non solo), nel 2020 ha deciso di scrivere un memoriale sul padre scomparso da qualche anno, descrivendone gli aspetti più intimi e privati sia in famiglia ma anche sul lavoro mischiando i suoi ricordi da bambina con le testimonianze di attori e addetti ai lavori che con Villaggio hanno lavorato nei set dei vari film dedicati a Fantozzi.

Le amicizie, l'affetto verso i figli dai quali pretendeva molto e forse troppo,; il suo atteggiamento verso il prossimo, non così cinico  e scorbutico come si potrebbe immaginare dai suoi monologhi storici in televisione; le sue abitudini; la sua riservatezza che poteva sembrare un atteggiamento snob ma che ciò non era; l'amicizia con Gassman e Tognazzi, con la sua sarta la sua controfigura; la sua genialità che determina una velocità nella scrittura dei testi e la curiosità nella lettura come anche verso le persone reputate da lui "intelligenti".

Insomma ne esce un libro molto ricco e articolato di ricordi dove stranisce la sua poca confidenza con gli attori colleghi eco protagonisti di Fantozzi. Ad esempio con la Mazzamauro non ebbe nessun legame amichevole.

La figlia si sofferma proprio sui lavori di Fantozzi e non su altri lavori del padre perchè "gli altri lavori, anche drammatici, mio padre li ha fatti come attore, Fantozzi è una sua creatura ed è quindi personalissima".

Un libro molto interessante che scandisce il tempo di questo uomo brillante così sfaccettato e impegnato ma anche ribelle alle costrizioni.

Fantozzi è stato di certo una maschera avanguardistica, descriveva sì la società che parte dagli anni settanta fino all'ultimo film di Fantozzi ma non si colloca solo in quel lasso di tempo; ad oggi troviamo stesse dinamiche nella società, certi comportamenti "scolastici" negli uffici, riconosciamo in varie occasioni personaggi come Filini ma anche come Fantozzi.

Questo perchè Villaggio uomo profondo che rifletteva parecchio, era sensibile e fine osservatore della gente e ne seppe cogliere gli aspetti più divertenti ma anche più tristi (in realtà) di una società che, creata per gerarchie, ha i suoi protagonisti come in un palcoscenico con i propri ruoli e le proprie caratteristiche; tutti omologati. 

Forse è questo quello che Villaggio non amava, questo tipo di stupidità che "l'annoiava" la stupidità umana che non osa a rompere gli schemi, ma che convive e si adatta a dei paletti già preimpostati e che ci portano a riconoscere certe dinamiche anche nel 2021 dei suoi Fantozzi di 30 anni fa.

Lui uomo che di certo ha rotto mentalmente gli schemi e che con attenta e geniale analisi, per nulla banale e superficiale, ha creato dei personaggi crudi messi a nudo nella loro pateticità, ha fatto divertire con leggerezza descrivendo però una società triste su cui bisogna riflettere molto. Questo fa grande sia lui che il suo personaggio e gli altri che gli girano intorno. Sono quasi studi di sociologia travestiti da commedia.

In una narrazione scorrevole Elisabetta Villaggio ha creato un fine memoriale di suo padre con racconti non solo dei collaboratori e dei colleghi ma anche suoi personali, di quando era piccola completando il quadro che pare essere abbastanza esaustivo e completo. 

Un libro che sicuramente mancava, di cui si aveva bisogno e che era giusto fare e chi meglio di un figlio per creare un memoriale di un così bravo e geniale autore e attore che ha contribuito a creare la storia del cinema italiano? 

In questa narrazione si descrive un autore che al pari di Totò o Charlot ha creato una maschera tutt'oggi attuale sapendo imprimerlo nella memoria collettiva di vecchi e giovani che ancora lo amano e citano i suoi tormentoni "Come è umano lei!" "tu mancia!" "la nuvola di Fantozzi" "Batti Lei?" ecc.

Non poteva mancare una biografia su Paolo Villaggio. Grazie alla figlia Elisabetta per questo piccolo tesoro di testimonianze e storia del cinema.

Piccola curiosità: in una delle presentazioni fatte da Elisabetta Villaggio si è parlato anche dell'idea di un ritorno di Fantozzi (ancora nulla di concreto), ci auguriamo che nel caso ci fosse, il ruolo del Ragioniere venga dato a Gianni Fantoni, attore, imitatore proprio di Fantozzi e grande amico di Villaggio, che gli è stato vicino fino a tarda età.


Grazie a Baldini+Castodi per averci inviato il libro