"I Fratelli de Filippo" raccontati da Sergio Rubini.


Qualche giorno prima di Natale nelle sale e sotto Capodanno in tv, è stato presentato il film "I fratelli de Filippo", storia biografica che descrive e racconta la storia di tre grandi protagonisti della cultura del 900, dai primi anni di vita fino a quando non divennero finalmente "I fratelli de Filippo" appunto, cioè i tre ragazzi sognatori che rivoluzionarono la concezione di spettacolo e teatro creando una propria compagnia teatrale e scrivendo le proprie commedie innovative, smarcandosi "finalmente" dagli Scarpetta e facendosi finalmente un nome e una carriera indipendente. 

Presentando questo film Sergio Rubini precisa che inizialmente il progetto era di farne una serie per la tv ampliando quello che era la storia dei fratelli ma poi si è deciso di sfoltirlo e renderlo un film che non esclude però l'ipotesi di un continuo, sotto forma di serie tv.

Un lavoro a cui il regista ha lavorato per anni. Per la scelta degli attori Rubini confessa di non aver guardato tanto all'aspetto estetico, somigliante o meno ai dDe Filippo, ma piuttosto a delle sottigliezze che potessero ricordarli perchè tutto si concentra sul rapporto di tre e sulla narrazione della loro vita privata e del lero legame.

Gli stessi attori, giovanissimi, nonostante la poca cura della somiglianza, infine sono comunque risultati molto simili a De Filippo da giovani.

Nonostante ciò gli stessi riconoscono di non aver conosciuto tramite film, né visto i De filippo da giovani in nessuna foto "forse in una su internet" confessano quindi per loro non c'è stata l'influenza  e il peso di voler assomigliare con i gesti o le espressioni ai protagonisti che hanno interpretato.

Inizialmente questa rivelazione può far storcere il naso (come si fa ad interpretare qualcuno che non conosci se non da adulto o da anziano, a maggior ragione se ne devi raccontare la vita di quando era giovane) però il risultato finale è stato convincente forse perchè, oltre alla bravura degli attori, sono stati indirizzati da Rubini. 

I tre Fratelli sono credibili, gli attori hanno portato delle piccole micro espressioni di Eduardo, Peppino e Titina che li fanno ber percepire e ricordare, non sono delle macchiette piuttosto risultano veritieri.

Quello che risulta deludente è la figura di Scarpetta, assolutamente discutibile in quanto uomo, vero, ma da apprezzare come artista visto che è stato un rivoluzionario anche egli creando delle commedie molto interessati e patrimonio della nostra cultura. Nel film Scarpetta oltre che cinico, appare volgare, grottesco anche le piccole comparse sul palco in alcune scene dove appare lui, sembrano delle farse di avanspettacolo di basso livello. Scarpetta non era questo, almeno non artisticamente. 

Indubbia ottima interpretazione di Giannini, tanto da far paragonare allo spettatore automaticamente e inevitabilmente l'interpretazione del suo Scarpetta con quello di Martone interpretato da Toni Servillo. Ad ogni modo, Scarpetta nel lavoro di Rubini c'entra ben poco rivestendo un ruolo marginale, il fulcro della storia sono i tre fratelli.

Ne risulta una biografia sulla giovinezza di Titina, Eduardo e Peppino, nonostante lo snellimento causa trasformazione da serie a film, abbastanza completa; non si fa spiccare un personaggio piuttosto che un altro, nella storia tutti e tre hanno lo stesso peso, sebbene regista e spettatori sembrino più tendenti a vedere come protagonista di spicco Eduardo.

Nella vita di Eduardo però, uomo parecchio problematico sin da giovanissimo, il supporto dei fratelli ha avuto un ruolo fondamentale. Anche i diverbi con Peppino, che poi li portarono alla separazione definitiva, furono molto importanti. 

Diverse commedie oggi note, come ad esempio Natale in casa Cupiello sono state ideate e scritte in bozza insieme al fratello il quale mise le battute ironiche più apprezzate come "Te piace 'o presepio?" " No!"; nel caso di Natale in casa Cupiello furono studiate con Peppino i primi due atti, il terzo atto invece lo scrisse e aggiunse Eduardo.

Dunque si può dire che Eduardo divenne "Eduardo" anche grazie ai suoi fratelli, mentre non si può dire il contrario: Titina ebbe quasi sempre un vita parallela dai fratelli, partecipò a diverse commedie mentre Peppino aveva già una sua tendenza artistica che mise volentieri a disposizione del fratello ma dopo tante incomprensioni, cominciò una carriera tutta sua tra teatro, cinema e televisione.

Probabilmente le nuove generazioni non conoscendo chi erano i De Filippo li avranno comunque conosciuti attraverso questo film e quello che di amaro abbiamo notato è che tra i commenti sui social risulta che quasi nessuno sa che i due fratelli si sono allontanati dividendosi sia artisticamente che purtroppo anche nella vita privata, tranne che per qualche eccezione.

Allora riteniamo che questa biografia sia stata un bene perchè utile, oltre quella di Martone che invece racconta il padre Scarpetta: sono due biografie che raccontano un pezzo importante della nostra storia culturale e teatrale che non dobbiamo scordare ma che anzi dobbiamo alimentare e fare conoscere proprio alle nuove generazioni.

I De Filippo, tutti e tre i fratelli, non solo Eduardo, sono tra i diamanti più preziosi incastonati nella storia della cultura Italiana.