Al Aqsa: la mossa di Israele scatena la furia della Giordania: ‘Un gioco pericoloso’.

Al Aqsa: la mossa di Israele scatena la furia della Giordania: ‘Un gioco pericoloso’.
Al Aqsa

Le tensioni tra Israele e la Giordania salgono alle stelle, mentre il governo israeliano adotta misure che limitano gli accessi alla moschea Al Aqsa, uno dei siti più sacri dell’Islam, situato nella Città Vecchia di Gerusalemme. Questa azione ha provocato una reazione immediata e veemente da parte della Giordania, che accusa Israele di “giocare con il fuoco”.

La decisione di Israele di porre restrizioni all’accesso del celebre luogo di culto non è un fatto isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di tensioni politiche e religiose. La moschea Al Aqsa si trova infatti sul Monte del Tempio, noto ai musulmani come Haram al-Sharif, ed è un luogo al centro di una contesa millenaria tra musulmani, ebrei e cristiani.

Il governo israeliano difende le proprie azioni sostenendo che siano necessarie misure di sicurezza per evitare incidenti e per mantenere l’ordine pubblico. Tuttavia, queste restrizioni vengono interpretate dalla comunità musulmana e dal governo giordano come un’ingiustizia e una provocazione, soprattutto durante il periodo del Ramadan, quando i fedeli musulmani affollano la moschea per le preghiere.

La posizione della Giordania è ulteriormente aggravata dal fatto che il regno ha un ruolo speciale di custode dei luoghi santi islamici a Gerusalemme, un titolo che porta con sé responsabilità e aspettative da parte della popolazione musulmana. L’intervento israeliano viene dunque visto come un’affronto diretto all’autorità giordana e un gesto che potrebbe incitare ulteriori tensioni nella regione.

La reazione giordana non si è limitata a dichiarazioni ufficiali. La questione è stata sollevata a livello internazionale, con appelli ad azioni concrete per assicurare il rispetto dei luoghi santi e dei diritti dei fedeli. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, conscia che qualsiasi turbamento all’equilibrio di Gerusalemme può avere ripercussioni su scala globale, potendo accendere nuovi conflitti in una regione già profondamente segnata da tensioni e instabilità.

Questo sviluppo degli eventi mette in luce anche il delicato equilibrio di forze tra i paesi del Medio Oriente, dove la gestione dei luoghi sacri è spesso al centro di dispute politiche e identitarie. Israele, con queste misure, si espone al rischio di alienarsi alleati importanti e di alimentare il sentimento anti-israeliano tra i paesi vicini e nelle comunità musulmane.

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Città Vecchia di Gerusalemme, cresce la preoccupazione per un possibile aggravarsi della situazione. L’appello della Giordania a non giocare con il fuoco è un monito che ricorda quanto sia facile accendere la miccia in una polveriera di tensioni religiose e nazionalistiche. Ogni passo falso potrebbe non solo compromettere la pace nella città santa, ma anche destabilizzare ulteriormente un’area che da decenni lotta per trovare un equilibrio duraturo.