Il grande sconvolgimento: Wonka sbaglia il protagonista e tutto cambia!

Il grande sconvolgimento: Wonka sbaglia il protagonista e tutto cambia!
Wonka

Nel firmamento scintillante di Hollywood, ogni tanto si verifica un’eclissi, un’ombra che offusca l’attesa di un cinefilo per un’opera tanto attesa. È ciò che è accaduto con l’ultima incarnazione cinematografica di un personaggio che è entrato nell’immaginario collettivo come un’icona: Willy Wonka.

Con profondo rammarico e una punta di disappunto che serpeggia tra gli appassionati, si deve constatare che l’ultima rilettura del magnate del cioccolato ha perso quella scintilla di follia creativa che caratterizzava le precedenti interpretazioni. Questo terzo Willy Wonka, che si apprestava a calpestare il tappeto rosso della fantasia, si è rivelato un personaggio scialbo, incolore e, cosa ancor più grave, privo di una sua distintiva personalità.

Mentre si sfogliano le pagine della sceneggiatura a caccia di quel guizzo di genio, ci si imbatte invece in una narrazione che sembra aver sbagliato tutto, a partire proprio dal protagonista. L’attore scelto per indossare il bizzarro cilindro e svelare i segreti della fabbrica più misteriosa del mondo non riesce a catturare l’essenza di Wonka, quell’arcano miscuglio di eccentricità, genialità e una velata tristezza. L’interpretazione sembra piatta, quasi come se la magia della fabbrica di cioccolato avesse perso il suo gusto.

Il film fa il suo ingresso nella sala oscura con una promessa non mantenuta: riportare lo spettatore in quel mondo di pura immaginazione che generazioni hanno imparato ad amare. Ma il risultato è a dir poco disorientante. Ogni scena, ogni dialogo, ogni colpo di scena sembra una pallida eco dei glori passati. Dove c’era una volta un’esplosione di colori ora c’è una tavolozza ristretta, dove una volta il ritmo narrativo incalzava ora tutto sembra scorrere con l’impeto di un fiume in secca.

Il pubblico, abituato a immergersi in una realtà alternativa dove tutto è possibile, si ritrova a sedere davanti a uno schermo che non riesce a trasportarlo altrove. I personaggi secondari, che avrebbero potuto almeno parzialmente riscattare la pellicola con il loro fascino e le loro bizzarrie, risultano anch’essi desaturati, quasi come se fossero stati privati di quella vitalità che in passato li aveva resi tanto memorabili.

La caduta a cascata non risparmia nemmeno gli elementi tecnici del film. La colonna sonora, che in altre edizioni aveva regalato melodie indimenticabili, sembra questa volta un sottofondo anonimo, incapace di lasciare il segno. Anche la regia sembra vacillare, senza trovare un ritmo che sappia realmente coinvolgere lo spettatore, privandolo di qualsiasi sensazione di stupore.

In conclusione, ci si trova di fronte a un’opera che non solo non aggiunge nulla al mito di Willy Wonka, ma che rischia di appiattire il ricordo delle sue precedenti, splendenti incarnazioni. Un vero peccato per un personaggio che, in altre epoche, aveva saputo conquistare il cuore di grandi e piccini con la sua inimitabile mistura di magia e mistero.